Maschile plurale. Sul ballatoio col maestro C

Abbott_and_Costello_1950L’appuntamento col maestro C è sempre sul ballatoio delle scale anti-incendio. Il mercoledì pomeriggio, in una scuola vuota, prima delle ore di programmazione. Quello è il momento in cui io mi accendo la pipa e lui si rolla una sigaretta. In verità io e il maestro C siamo molto diversi, e non solo per questioni di fumo. Viviamo la scuola in modo assolutamente dissimile. Continua a leggere

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La Shoah e i bambini di 6 anni

Schlindlers-List-Film-sulla-Shoah[1]Si può parlare di Shoah a una classe di bambini di 6 anni? Penso di sì. Non fosse altro perché vale sempre la pena provare a raccontare il pianeta che è toccato loro in sorte e perché non si può lasciare che le informazioni frammentarie di un bombardamento mediatico a cui i bambini sono comunque inevitabilmente sottoposti agiscano incontrastate e senza filtri, con il rischio che costruiscano mostri nel loro immaginario. Continua a leggere

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Come topi in una nave che affonda

presidi800 presidi hanno manifestato ieri davanti al Ministero della Pubblica Istruzione. 800 figure in grembiulino salvapioggia. Sono i topi che cercano di salvare la pelle in una nave che affonda. La protesta naturalmente gira intorno a questioni di portafoglio. I presidi contestano il blocco delle retribuzioni e la mancata perequazione con gli altri funzionari pubblici. Continua a leggere

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Fenomenologia dell’open day

agim sulajA guardare le cose da una certa distanza verrebbe da dire che l’open day, l’abitudine che le scuole hanno di dedicare un giorno all’accoglienza delle famiglie in visita nell’eventualità di una prossima iscrizione, sia un fatto apprezzabile. La scuola apre le sue porte al territorio circostante. Di solito se ne sta chiusa a riccio in un angolo del quartiere e non si fila nessuno. Con l’open day invece si va in controtendenza. Continua a leggere

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Una nuova ammonizione

comunicazione-14-gennaio-2014Ecco che mi arriva un altro richiamo da parte della Dirigente scolastica. Chissà perché, ma ogni volta che succede è come se ricevessi la conferma di essere ancora sulla strada giusta. Una considerazione perfino banale, se da una parte c’è un funzionario che ubbidisce agli ordini di svilire la scuola e dall’altra un maestro che fa il suo lavoro. Un lavoro che poi, essenzialmente, si riduce nel cercare di proteggere i bambini. Continua a leggere

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Il tempo sospeso

Il-tempo-sospeso-acrilico-su-tavola-100-x-140-2012Svegliarsi la domenica mattina alle 7 e dover tornare nel quartiere dove si è cresciuti, fa uno strano effetto. La città è disabitata. Così il tempo sembra sospeso. In bilico, fermo ancora a trent’anni fa. Guardi in giro e ti aspetteresti di vedere qualcuno che cammina con la borsa di Tolfa, un Ciao o un parcheggiato sul marciapiede, l’anziana signora che portava a spasso il cane, una siringa per terra. Continua a leggere

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La storia dei 150 euro da restituire e la scuola che ha calato le braghe

Altan 1Il governo decide di trattenere 150 euro dalla busta paga degli insegnanti. Poi fa marcia indietro. La notizia di ieri è di quelle che mi lasciano interdetto. E anche arrabbiato. Sono smarrito, sì, perché ancora una volta la classe docente fa la figura di chi, davanti al crollo strutturale di un edificio, fissa una crepa sull’intonaco e per quella, all’unanimità, grida allo scandalo. Continua a leggere

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Perdere la rotta (sottotitolo: animalista vai dall’analista)

joh belushiUna volta sfiorai l’arresto per aver cercato di salvare alcuni alberi da una fine che ai miei occhi appariva ingiusta. In un’altra occasione rischiai seriamente di cacciarmi nei guai per aver scavalcato il cancello di una villa nel tentativo di salvare un gatto che, dopo essere stato investito da una macchina, si era trascinato al suo interno. Continua a leggere

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Quando noi eravamo loro

immigratiGeneralmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Continua a leggere

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Quale poesia

dicembreNatale. Da bambino arrivava sempre il momento di recitare, al cospetto di una tavolata silenziosa di parenti, la poesia imparata a scuola per l’occasione. Ogni bambino della famiglia aveva il suo attimo di gloria, o di terrore, a seconda della sua indole. A quel tempo la scuola di suore che frequentavo non mi lasciava troppe alternative. Le mie poesie erano inevitabilmente farcite di parole come Betlemme, stelle comete, mangiatoie, cuori e amori. Continua a leggere

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