Maestre e lucchetti

lucchettoIo me lo ricordo. Da supplente capitava di entrare in una classe di questa scuola e trovare i cassetti e gli armadi chiusi con i lucchetti. Nessuna possibilità di accedere ai materiali. Ti era vietato l’utilizzo anche di un semplice foglio di carta. Non potevi essere all’altezza. Non eri degno. Magari pure ladro. Continua a leggere →

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Calendario degli eroi: 16 aprile – Iqbal Masih

Iqbal[1]Muritke, Pakistan. A quasi 5 anni Iqbal Masih viene comprato da un fabbricante di tappeti. Servirà a pagare i debiti della sua famiglia. Per 6 anni è incatenato a un telaio e lavora 12 ore al giorno. Iqbal si ribella, scappa, lotta. Combatte per i diritti dei bambini che vivono identiche condizioni. Il mondo si accorge di lui. Il 16 aprile 1995 viene ucciso dalla mafia dei tappeti. Iqbal ha 12 anni.

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Bambini

bambino-sirianoPiù di 1 milione di bambini siriani sta vivendo in condizioni disperate nei campi profughi di Libano, Turchia, Giordania, Iraq. Scappati dagli orrori di una guerra che non fa sconti. Migliaia i bambini reclusi nelle carceri siriane, uccisi, torturati, usati come scudi umani.
Il cartello recita: Se i bambini siriani sanguinassero petrolio il mondo intero sarebbe intervenuto. Di sicuro gli Stati Uniti. E noi dietro a loro, come fedeli cagnolini da compagnia.

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Bugie a scuola

altan2009_07_b[1]A scuola le bugie non le dicono mica solo i bambini. Quelle dei grandi mi fanno sempre più effetto. Figurarsi poi se intorno a una bugia una maestra ci costruisce tutto un lavoro e mentre esco da scuola mi capita di leggere la sua fandonia scritta coi pennarelli a caratteri cubitali su un cartellone appeso in bella mostra. Siamo tutti uguali. C’è scritto così. Continua a leggere →

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A pugni chiusi

Giancarlo racconta la sua storia. Una storia ai margini, come tutte quelle di chi proviene da una famiglia forse povera di mezzi economici, ma non priva di dignità.
Una storia che racconta come, a volte, è possibile imparare da una disciplina, fatta di sacrificio, a credere in valori non effimeri e superficiali, seguendo uno stile di vita fuori dagli schemi, alla ricerca della dignità e del riscatto.
Fai clic qui per la storia completa.

 

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Capitani corraggiosi

capitani coraggiosi 1È una questione di gerarchie. Ti aspetteresti che chi sta in cima ne sappia più di te, tanto da poterti consigliare e guidare. Vorresti credere che un rapporto di subordinazione comporti la reciproca fiducia, il riconoscimento, la stima. Ti piacerebbe guardare in alto per poter trovare un esempio. E invece no. Nella scuola (come forse in molti altri ambiti) non è così. Continua a leggere →

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La scomparsa dell’infanzia. Una riflessione in tre parti – Parte terza

bambino

Il mondo occidentale scopre e fa emergere il significato di infanzia immediatamente dopo l’invenzione e la diffusione della stampa. La capacità di leggere e lo sviluppo della lettura permettono di entrare infatti con progressione nelle stanze di un sapere altrimenti inaccessibile. Diventare adulti comporta l’accesso graduale a una conoscenza codificata con simboli che non sono naturali.

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Calendario degli eroi: 24 marzo – Óscar Romero

oscar-romeroSan Salvador. Gli sparano mentre celebra la messa il 24 marzo 1980. Óscar Romero è colpevole di essersi schierato, di aver condannato la dittatura militare sostenuta dagli USA e complice di eccidi, torture, sparizioni. Di aver invitato i soldati a disobbedire agli ordini di uccidere. Continua a leggere →

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Calendario degli eroi: 19 marzo – don Peppino Diana

don-peppe-dianaCasal di Principe. La mattina del 19 marzo 1994 cinque colpi di pistola mettono fine alla vita coraggiosa di Don Peppino Diana. Ma la forza del suo esempio continua a far paura alla camorra. Si spiega così il tentativo di infangare il nome di quell’uomo limpido e forte come un cristallo, paladino della dignità e custode di libertà.

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La scomparsa dell’infanzia. Una riflessione in tre parti – Parte seconda

sandokan[1]Alla fine ha vinto James Brooke. Il rajah bianco di Sarawak, esemplare archetipo di cattivo per tutta la generazione di bambini che andava alle elementari alla fine degli anni ’70, si è preso la sua rivincita. Sandokan è stato sconfitto. Parlo naturalmente dell’unico Sandokan possibile. Quello che Sergio Sollima ha fatto uscire dalle pagine di Salgari con lo sguardo magnetico e le movenze feline di Kabir Bedi. Continua a leggere →

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