Ciao Camo

Non è un addio. Non può essere un addio. Cammineremo ancora lungo il greto del Nure per cercare radici da mettere in casa come sculture, berremo altro vino, continueremo ad ascoltare musica e a scambiarci titoli di libri. Mi hai fatto piangere questa mattina, ma poi ho pensato cosa diresti tu. Quanto ci siamo detti è così bello che non importa quello che non abbiamo più fatto in tempo a raccontarci. Continua a leggere

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Grazie

Mi è arrivato un abbraccio dalla Sardegna. Alcune maestre nella zona di Posada (Nuoro) hanno fatto una colletta, così da aiutarmi a pagare quanto devo al Ministero della Pubblica Istruzione per aver avuto l’ardire di scomodare il gigante. Ma non è solo un abbraccio. È molto di più. Dentro ci stanno il sole e l’orgoglio di quella terra meravigliosa, la generosità di chi è circondato dal mare e la nobiltà delle idee.

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La chat di WhatsApp

La chat dei genitori di una classe, mi ci metto dentro anche io, è sempre un microcosmo policromo e un po’ folle. Viene fuori di tutto. Anche in un momento drammatico come questo. Anzi, forse soprattutto in un periodo così particolare. Così rimango ammirato dalla poesia di certe parole, profonde, piene di umanità. Poi resto attonito, davanti a una replica che manifesta ben altre necessità, sorda e muta davanti a tanta profondità. Continua a leggere

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Sulla scuola digitale

Sono anni che il digitale è entrato nella scuola, sgomita, e cerca sempre più spazio. Ora il momento è propizio. L’emergenza del coronavirus ha sospeso la didattica tradizionale. Le scuole sono chiuse. Colossi come Amazon, Google, Wind, Fastweb, Microsoft, Connexia, Vodafone, Cisco, Pearson, infilato in fretta il vestito buono della pubblica utilità, vanno all’assalto del mercato della didattica duepuntozero, quella da fare a distanza. La chiamano perfino solidarietà digitale. Continua a leggere

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Ieri

Ieri il Collegio Docenti è stato caratterizzato dalle notizie che correvano intorno alla chiusura forzata della scuola e alla sospensione della didattica, con tutte le difficoltà che ne conseguono, compreso i problemi delle gite di istruzione già pagate e organizzate. Poi si è parlato di Invalsi. Il Dirigente comunica che la mia classe è stata scelta come classe campione. Significa che un funzionario Invalsi verrà direttamente per somministrare le prove ai bambini. Continua a leggere

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Memoria e amnesie

Vengo fermato dalla polizia per un normale controllo stradale. Consegno i documenti e resto in attesa. Mi chiedono se ho precedenti. No. Come no, qui dice che lei nel 1997 è stato portato in questura. Ah, già, è vero. 23 anni fa. Manifestazione non autorizzata e occupazione di suolo pubblico, aggiunge il poliziotto. Quando riparto con lo scooter me ne vado sorpreso da questa rievocazione e dall’ottima memoria del sistema. Continua a leggere

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Epilogo (ma non finisce qui)

Il giudice di Fabrizio de André era alto un metro e mezzo. Questi non lo so. Non mi pare abbiamo la statura che dovrebbero avere gli arbitri del bene e del male. Le cose le puoi giudicare meglio se le vedi dall’alto. Da un metro e mezzo non arrivi neanche a leggere le carte. Così devo pagare 4000 ero di spese. In regalo una butade da consumati ed esilaranti comici quali sono. Continua a leggere

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Matematica a lume di candela

Dico ai bambini che anche la voce è uno strumento musicale. Che possiamo tirarla fuori con tanti timbri e toni diversi. E che usare la voce è una di quelle cose che si impara. I bambini naturalmente ancora non lo sanno fare bene. C’è chi ne usa un filo che quasi non si sente e chi, direi la maggioranza, ha sempre un volume troppo alto, anche quando non serve. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 14 febbraio – Aaron Feis

Parkland, Florida. Dentro quel corpo possente Aaron Feis, coach della squadra di football alla Marjory Stoneman Douglas High School, ha un cuore grande. È per questo se il 14 febbraio 2018 decide di gettarsi sui suoi ragazzi per fare scudo con il proprio corpo quando l’ex studente Nikolas Cruz entra nella scuola sparando all’impazzata con un fucile d’assalto Ar-15, restando ucciso. Nel massacro moriranno 17 persone e altre 15 resteranno ferite.

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La piccola D

Non conosco bene la piccola D. So che è una bambina ipovedente, a volte aggressiva, con un qualche tipo di ritardo cognitivo. So che ha una maestra bravissima e una classe accogliente. Sarà perché ho la porta sempre aperta, o perché una volta l’ho fatta ballare e poi l’ho sollevata da terra per farle fare l’aereo, se adesso viene a farci visita e ogni giorno ci regala il suo viva viva. Continua a leggere

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