Oggi in Cile

Poi come fai a non pensare che viviamo la vita che ci fanno vivere. Che abbiamo solo i pensieri che ci fanno avere. Che alcuni ci vengono permessi, e altri no. Come fai a non pensare che siamo sottomessi a un sistema economico che controlla le informazioni e quindi le nostre emozioni. Come te lo spieghi sennò che nulla sappiamo di quello che sta succedendo adesso in Cile. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 28 novembre – Nepomuceno Moreno Muñoz (Marisela Escobedo Ortiz, Leopoldo Valenzuela Escobar)

Il Messico non può stare dentro la cartolina di una spiaggia dello Yucatan. Le pagine di questo blog lo hanno denunciato tante volte. In questo momento è probabilmente il paese che registra la più grave impunità alle violazioni dei diritti umani e ai reati di ogni natura. Omicidi, casi di tortura, sparizioni, un altissimo numero di crimini contro le donne e di esecuzioni ai danni di giornalisti e insegnanti, c’è di tutto. Continua a leggere

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La lettera di Lincoln

Qualche giorno fa mi è capitato di leggere con i bambini la lettera che Abraham Lincoln invia al maestro di suo figlio, il primo giorno di scuola. Che nel 1800, rispetto ad oggi, ci fosse un’idea più corretta riguardo il compito che la scuola elementare dovrebbe assolvere, mi ha meravigliato. Non era quella una scuola autoritaria, perfino dispotica, in un mondo che ancora doveva scoprire l’attenzione al bambino e alla sua interiorità? Continua a leggere

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Osso di pollo

I bambini trovano un vecchio osso di pollo imbiancato dall’età nel cortile della scuola. V lo porta come un trofeo al maestro. È un osso di pollo, dico. Non aggiungo altro. Dovrei dire forse che qualcuno tanto tempo fa deve essere uscito dalla mensa sgranocchiandoselo per poi abbandonarlo in cortile. S guarda il reperto e senza neanche troppo analizzarlo esprime con sicurezza un giudizio da paleontologa. Anticamente qui c’erano le galline, dice. Continua a leggere

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Io non lo so fare

Ringrazio la maestra L per alcuni pensieri che mi vengono dopo l’interessante chiacchierata di qualche giorno fa e i ragionamenti che abbiamo condiviso, partendo dal diverso punto di osservazione che occupiamo lungo la strada sulla quale camminano i bambini. Lei nella scuola materna, io nella primaria. Si rifletteva sulla naturale capacità che hanno i bambini di rovesciare sul tavolo lo zaino delle loro emozioni, iniziando a farlo nell’unica forma possibile: il disegno. Continua a leggere

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Incanto

Io un’opera come questa, dentro un museo, mi fermerei a guardarla con una certa ammirazione. Se la vedessi invece nell’atelier di un amico proverei a comprargliela, disposto a pagare anche un bel po’ per portarmela a casa. Io un’opera come questa più la guardo, più mi piace. Lasciamo perdere il perché. Le emozioni accese da un quadro, un tramonto o un brano musicale, sono sempre qualcosa di intimo. Continua a leggere

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Iperbole

È un posto di una bellezza assurda. R scrive così, quando mi racconta della sua avventura in Canada e descrive il luogo dove si trova adesso, al confine con l’Alaska. R è una alunna di tanti anni fa. La bambina che avevo in classe ha lasciato spazio a una ragazza di quasi diciotto anni e la sua iperbole mi commuove. Un posto di una bellezza assurda. Non può che essere così. Continua a leggere

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Aforisma

Le favole non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le favole raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi.  (Gilbert Keith Chesterton)

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Calendario degli eroi: 29 agosto – Anatolij Korol

Sei arrivato in un paese che considera l’immigrazione una minaccia. Sei generalmente discriminato e guardato con pregiudizio. Vivi a fatica in un sistema che ti lascia solo davanti alla necessità di sbarcare il lunario. Hai una figlia di 2 anni. Finisci per essere sfruttato da chi ricava una rendita dalla disperazione. Ti trovi in un supermercato mentre è in corso una rapina. Avresti tutto il diritto di farti gli affari tuoi. Continua a leggere

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Allora forse ha ragione Lin Yutang. Un buon viaggiatore è colui che non sa dove sta andando, un perfetto viaggiatore è colui che non sa da dove viene

Ci viene facile parlare di viaggi ogni volta che viene l’estate. Lo faccio anche io. L’estate, del resto, è stato sempre il periodo delle partenze. Oggi come ieri. Così sembra quasi che per sentire il sapore del viaggio si debba avere la consapevolezza di un ritorno. Ma se viaggiare è vivere una diversa disponibilità alla percezione, forse quella predisposizione bisognerebbe averla sempre. Dovremmo coltivare stupori anche nella strada davanti casa. Continua a leggere

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