Quasi una lettera ai bambini della mia classe

andrea-pazienzaNon sono andato via. Sembrerà strano, ma io sento di essere sempre stato dove mi trovo ora. Qui, dove si fanno i conti con la propria coscienza, anche se bisogna pagare il prezzo di sacrifici, paura e porzioni immeritate di solitudine. Sono qui, dove le parole non sono giravolte o labirinti, ma si guarda dritto negli occhi e quegli occhi non devi abbassarli mai, anche quando sono i miei, dentro uno specchio. Continua a leggere

Pubblicato in diario, scuola | Contrassegnato , , , , , | 3 commenti

Sospeso

elefanteOggi sarei dovuto entrare in classe a mezzogiorno. Volevo evitare di ricevere l’intimazione ad allontanarmi da scuola mentre ero con i bambini, così alle nove sono andato io dalla preside. Che mi consegnasse direttamente lei la comunicazione della sospensione. Che mi guardasse negli occhi e si vedesse chi dei due stava prendendo la decisione più irragionevole. Che facesse quello che credeva. E fine del teatrino. Continua a leggere

Pubblicato in diario, scuola | Contrassegnato , , , | 4 commenti

Il tradimento di Ippocrate

panchina-vuotaSono andato al centro vaccinale. Avevo preso un appuntamento e sono andato. Quello che ho trovato è stato un ambiente ostile coordinato da un medico arrogante e insolente, non certo un sanitario capace, consapevole di avere davanti delle persone con le loro perplessità e le loro legittime paure. Persone da ascoltare e tranquillizzare, e non marionette da mettere in fila sui binari di una inflessibile catena di montaggio. Le marionette non parlano. Continua a leggere

Pubblicato in diario | Contrassegnato , , , , | 9 commenti

Davanti al Natale

dittico di nataleA Macondo è arrivato il Natale. Quest’anno i bei pensieri stavano chiusi in un Fort Alamo assediato da forze soverchianti, così che ovunque guardassi non vedevo ragioni che potessero condurre al riparo di una giusta serenità. Il Natale allora non avevo mica tanta voglia che arrivasse. Cosa avrei mai dovuto festeggiare? Le aspettative tradite, le paure, le insonnie, le separazioni, le incognite verso il futuro, i rischi e le incomprensioni? Continua a leggere

Pubblicato in diario | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Certi momenti

Hsieh Tong-Liang Cannot let go 2001 bronzePorto gli 11 bambini dell’alternativa a largo Oriani. È una bella giornata invernale, c’è il sole, possiamo stare all’aria aperta. Non so quante altre volte potranno venire qui, così oggi vorrei farli giocare e basta, ma poi succede una di quelle meraviglie che capitano ai maestri. I bambini non corrono via. Mi chiedono di continuare la lettura sul Rwanda, iniziata un po’ di tempo fa. Spontaneamente si siedono tutti intorno a me. Continua a leggere

Pubblicato in diario, scuola | Contrassegnato , , , , , , | 9 commenti

Alluvione

Fabrizio-De-AndréIeri sera, come un mantra, avevo in testa la voce di Fabrizio De André e la sua Dolcenera. Capita di conoscere da sempre una canzone e non aver mai capito veramente di cosa parli. Così ho cercato il testo nel web e il suo significato. Ora so che Dolcenera è il nome dato all’alluvione che ha travolto Genova nell’ottobre del 1970. Ho visto anche le foto di quella tragedia. Continua a leggere

Pubblicato in colonna sonora, diario, scuola | Contrassegnato , , , , , | 10 commenti

Dimenticare (il fiore e la roccia)

fiore-nella-rocciaPer qualcuno dimenticare è salutare. Talvolta, con il contributo del tempo, è un espediente che interviene come una protezione balsamica e consente di procedere con l’illusione di una riacquisita innocenza. Chiudere una storia nello spazio buio di una soffitta può servire. Aiuta a non pensare. Confonde i fatti, li deforma, spesso riesce bene nell’operazione di sbiadirli o perfino falsificarli. È questo che alla fine succede. L’oblio è sempre un imbroglio. Continua a leggere

Pubblicato in scuola | Contrassegnato , , , , | 5 commenti

L’ultimo fiore

tibouchinaUna volta le mie battaglie erano dentro la scuola. Erano confronti che riguardavano la sostanza del mio lavoro. Davanti a tutto anteponevo l’interesse dei bambini e la difesa degli unici modelli pedagogici che ritenevo possibili. Non mi intimidivano i provvedimenti disciplinari quando arrivavano a ribadire la tracotanza di un sistema che a mio giudizio faceva rotolare la scuola per una scarpata di scemenze, così da farle rinnegare il proprio compito formativo. Continua a leggere

Pubblicato in frutta mista, scuola | Contrassegnato , , , , , | 6 commenti

La luna a Macondo

luna-a-MacondoC’è la luna questa mattina a Macondo mentre io e il quadrupede passeggiamo che sembriamo l’ultimo uomo rimasto su questo pianeta e il suo cane. Nessun bisogno di sveglie digitali. Alle sei il quadrupede mi chiede di andare. Semplice. Mi vesto e poi usciamo. Camminiamo senza parlare che le parole a quest’ora non escono. Quelle restano a casa, mentre noi raggiungiamo la quercia da sughero e poi da lì torniamo indietro. Continua a leggere

Pubblicato in diario, frutta mista | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Righe

righeMi è capitato di leggere le parole di Juan Ramón Jiménez, poeta spagnolo Nobel per la letteratura nel 1956. Jiménez scriveva: “Se vi danno un foglio con le righe già tracciate, usatelo dall’altro lato”. Suona bene. Mi piace. C’è in nuce tutta la sfrontatezza che porterà anni dopo al movimento della contestazione. E ci vedo dentro anche i prodromi del pensiero divergente. Poi però mi viene una domanda. Continua a leggere

Pubblicato in frutta mista | Contrassegnato , , | 3 commenti