Canzone

aliceMentre il mondo sta girando senza fretta. Dice così Francesco De Gregori nella canzone che mi è capitato di riascoltare proprio oggi, come fosse la triste commemorazione di qualcosa che purtroppo non è mai esistita. Caro De Gregori sarebbe bello, vorrei dirgli, ma la verità è che hai preso una cantonata. Sbadati e indifferenti, si va sempre di corsa. Per andare dove, mi chiedo. Per andare dove.

Pubblicato in colonna sonora, frutta mista | Contrassegnato , , , | 2 commenti

Le parole a Macondo

natura-a-MacondoMi ricordo la volta in cui ho provato a spiegare la bellezza e non ci sono riuscito. Le mie parole non sono bastate. Neanche quelle di un maestro elementare abituato a raccontare e accendere la meraviglia. Così gli occhi di chi era con me non hanno guardato quello che andava visto. Hanno creduto di guardare, ma alla fine guardavano altrove, senza accorgersi davvero dell’incanto che tentavo di descrivere. Continua a leggere

Pubblicato in alberi e fiori, frutta mista | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Asini, bambini, e la bellezza creatrice dell’attesa

asiniHo visto una cosa meravigliosa. Ero lì e posso raccontarlo. Ho visto bambini camminare insieme, attraversare una radura e fermarsi in un piccolo bosco di querce abitato da una famiglia di asini selvatici. Ho visto quei bambini arrestarsi e rimanere in silenzio, aspettare che gli asini annusassero la loro presenza e comprendessero che non avrebbero avuto nulla da temere. Che il loro arrivo non sarebbe stato un’intromissione o un fastidio. Continua a leggere

Pubblicato in scuola | Contrassegnato , , , | 1 commento

Abbagli

bottiglie-alluminioLo dico. L’ultima frontiera dell’idiozia scolastica sono quelle borracce di alluminio da 500 ml che ora, per un miracolo che soltanto le leggi del mercato potrebbero spiegare, si trovano su ogni banco di scuola. Che i bambini adesso non debbano gestire neanche la microscopica frustrazione di dover aspettare un po’ prima di andare a bere, così come hanno sempre fatto tutti gli studenti, la dice lunga sulla confusione a cui siamo arrivati. Continua a leggere

Pubblicato in scuola | Contrassegnato , , , , | 2 commenti

8 marzo

cielo-a-MacondoSe fossi una donna il giorno dell’8 marzo mi incazzerei se a qualcuno gli venisse in mente di festeggiarmi. Altro che rametto di mimose. Se mai dovessero istituirle, rifiuterei pure la giornata della quercia, del panda gigante, delle stelle alpine, dei bambini, dei minatori o dei maestri elementari. Chiudere una categoria o un genere nel cerchio di un giorno del calendario non significa guardare le cose con più attenzione. Anzi. Continua a leggere

Pubblicato in frutta mista | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Ecco

torteQuesta volta siamo stati fortunati. Quello che ci spettava, ciò che tutti noi non abbiamo mai smesso di desiderare, alla fine ci è stato restituito. Ma non succede sempre così. Bisogna saperlo. Ecco quello che ho detto ai bambini. Ci sono vittorie invisibili che arrivano anche se sul campo di gioco il tabellone indica il risultato di una sconfitta e i segni tutto intorno sembrano quelli di una inesorabile disfatta. Continua a leggere

Pubblicato in diario, scuola | Contrassegnato , , , , | 3 commenti

Rami

ramiQuei rami graffiano. Sono rami scabri, spinosi. Nudi fino all’estremo della loro asciuttezza, li guardo e mi sembra che siano il disegno più vicino possibile ai pensieri che faccio mentre cammino fuori Macondo. Quei rami graffiano, è vero, ma dietro c’è un cielo terso, così azzurro che oggi neanche l’inverno può riuscire a tenerlo nascosto. Tornerò a scuola. Ciò che dovrebbe essere la normalità diviene adesso perfino un evento che sorprende. Continua a leggere

Pubblicato in diario | Contrassegnato , , , , , | 5 commenti

Il mio piccolo Hiroo Onoda

armoniaNon immaginavo, ma in quarta effe c’è un piccolo Hiroo Onoda. Per la cronaca Hiroo Onoda è quel soldato giapponese rimasto fermo in un’isola del Pacifico a combattere una guerra finita da trent’anni, ma che per lui terminò solo nel 1974. Fu l’ultimo dei giapponesi sopravvissuti in qualche luogo sperduto, fedeli ai compiti ricevuti e del tutto all’oscuro che la seconda guerra mondiale si fosse conclusa da un pezzo. Continua a leggere

Pubblicato in scuola | Contrassegnato , , , , | 1 commento

Quello che non c’è

abbraccioUn gruppo di bambini della classe viene a trovarmi a Macondo. È una bella giornata invernale e il sole invita a una passeggiata, così li porto alla grande quercia. I bambini restano impressionati dalla sua maestosità. Nel silenzio che si deve alle cattedrali e ai luoghi incantati intuiscono che la grande quercia non è soltanto un albero, ma molto di più. Quello che poi ci aspetta sono le rovine della città fantasma. Continua a leggere

Pubblicato in diario, scuola | Contrassegnato , , , , , | 6 commenti

Quasi una lettera ai bambini della mia classe

andrea-pazienzaNon sono andato via. Sembrerà strano, ma io sento di essere sempre stato dove mi trovo ora. Qui, dove si fanno i conti con la propria coscienza, anche se bisogna pagare il prezzo di sacrifici, paura e porzioni immeritate di solitudine. Sono qui, dove le parole non sono giravolte o labirinti, ma si guarda dritto negli occhi e quegli occhi non devi abbassarli mai, anche quando sono i miei, dentro uno specchio. Continua a leggere

Pubblicato in diario, scuola | Contrassegnato , , , , , | 3 commenti