Educare alla noia

Non mi era mai capitato di vedere a teatro un attore fermare il suo spettacolo per riprendere i bambini in sala e richiamarli alla correttezza. Allora ho pensato che il problema non fosse tanto il fatto che il suo monologo, pur ricco di suggestioni poetiche, risultasse un po’ noioso per un bambino di sei anni. Pensare questo sarebbe stato un errore di prospettiva. La verità era un’altra. Continua a leggere

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La storia infinita

Ci risiamo. Altro rinvio. Il terzo. Ora il giudizio sul maestro ribelle è spostato al quattro giugno. Il Miur, già giudicato contumace, si è svegliato presentando una memoria difensiva un giorno prima della sentenza prevista il 29 gennaio. Una memoria piena di bugie che fa la voce grossa e che facilmente mi condurrà al pagamento delle spese processuali. Tanto il Miur vince sempre, che si presenti o no. È comunque così. Continua a leggere

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Ammissione

Questa frase l’ho ritagliata da un giornale. Poi ho spiegato ai bambini che meritava proprio di essere attaccata in classe perché è magnifica. Importante. Perfino più importante di quello che avrebbe finito per raccontare. Magari il fatto di essere così emozionante dipende dal fatto di essere una frase rara, che non si sente quasi mai. E questo i bambini lo sanno bene. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 15 gennaio – Isidro Baldenegro López

Isidro Baldenegro López è un contadino, leader della comunità degli indios tarahumara, impegnato nella difesa di ciò che rimane delle foreste della Sierra Madre, nella regione messicana del Chihuahua. Le foreste, così come l’esistenza e l’identità della stessa comunità, sono minacciate dalla deforestazione illegale. Le ripetute minacce di morte e l’uccisione del padre, anch’egli impegnato nella lotta alla deforestazione, non lo fermano. Isidro Baldenegro istituisce un movimento di resistenza popolare non violenta. Continua a leggere

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Le tristezze di Babbo Natale

Fin da ragazzo l’aria del Natale mi faceva sentire una specie di malinconia che poi durava tutto il tempo delle feste. A più di cinquant’anni le cose non sono cambiate. Le consapevolezze portate dall’età mi sa che non aiutano. Una figlia di dieci anni e ventidue bambini in classe sono comunque buone ragioni per mischiare un po’ le carte. Poi penso a Babbo Natale. Anche lui non deve stare tanto bene. Continua a leggere

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Ma che gioco è?

Osservo i miei bambini di prima elementare giocare in cortile e rimango sorpreso dalla loro assoluta incapacità a organizzarsi in attività strutturate. Escludendo tre bambini che tirano calci a un pallone di spugna, vedo gli altri coinvolti in qualcosa di informe fatto di rincorse, spinte e lotte animate che finiscono rapidamente per sfociare in contrasti selvaggi e litigi. Chiedo a due bambini che gioco stiano facendo. La risposta è la stessa. Boh. Continua a leggere

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Io sto con Mimmo Lucano

Il governo italiano avalla atteggiamenti contrari al principio dell’accoglienza e soffia sulla brace dell’intolleranza. Esulta per la chiusura del centro di accoglienza don Biancalani a Pistoia (irregolarità amministrative legate al locale caldaia). Condanna Ong che aiutano i migranti a non morire nel Mediterraneo. Gioisce alla notizia dell’arresto del sindaco di Riace. Il caso di Riace è purtroppo emblematico. Io sto decisamente con Mimmo Lucano. E lo voglio dire. Continua a leggere

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Colori

Si parla sempre troppo poco dei colori nella scuola primaria. Una fredda pagina di scienze in quinta, quando si accenna all’energia luminosa, poco altro. I colori si danno solitamente per scontati. I bambini li vedono da soli. Del resto c’è tanto da fare e il tempo è sempre poco. In realtà parlare dei colori permetterebbe di insegnare come sia cambiato nella storia dell’uomo ciò che i colori sono capaci di evocare. Continua a leggere

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Gomme da cancellare

Io, la gomma da cancellare, se potessi, la toglierei da tutti gli astucci dei bambini. Se ne potrebbe fare a meno e si vivrebbe bene lo stesso, anzi. Anche meglio. Hai sbagliato a scrivere qualcosa? Ci fai sopra una riga e vai avanti. Ti sembra di aver fatto un errore mentre disegni? Guarda quell’errore. Può darsi che ne esca qualcosa di inatteso e se proprio non ti piace correggilo usando le matite. Continua a leggere

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La magia dello zero

Srotolo un lungo foglio di carta e lo attacco sulla parete. Ci servirà per scrivere i numeri in sequenza. Ben visibili. Non soltanto i numeri naturali. I bambini quando si divertono con l’ascensore che ho costruito anni fa capiscono bene che si può scendere più giù del piano terra. Ci sono anche i garage e le cantine. Scopriamo così i numeri relativi. Scrivo intanto l’1, il 2, il 3 e il 4. Continua a leggere

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