Stereotipi

Chiedo ai bambini di spegnere il cervello e lasciar volare le emozioni. Abbasso le serrande della classe e in penombra iniziamo la nostra mattina sulle note di Moment of peace dei Gregorian. I bambini possono disegnare, a patto che usino direttamente le matite colorate. Al termine dell’attività commentiamo ogni lavoro. A fa un bellissimo albero blu. Colgo l’occasione per raccontare ai bambini la storia di certe gabbie nelle quali ci infiliamo. Continua a leggere

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Scarpe

D è cresciuto. Lo incontro per caso. Maestro… Lo riconosco subito. Qualcosa nell’espressione del suo viso mi ricorda quel bambino complicato che ho conosciuto più di vent’anni fa in una delle classi dove sono entrato per pochi giorni come supplente. Era l’inizio della mia avventura nella scuola. Ci sediamo su una panchina. D mi racconta un sacco di cose, anche quelle che fanno male. Vorrei che fosse andata in un altro modo. Continua a leggere

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Ridicoli

L’udienza fissata per il 6 febbraio 2018 e poi rimbalzata, con un salto di sette mesi, al 18 settembre, è stata nuovamente rinviata. La Corte d’Appello ha deciso così. La storia del maestro elementare che si scaglia contro i mulini a vento del Ministero dell’Istruzione per la sua obiezione di coscienza all’Invalsi verrà dibattuta il 29 gennaio 2019. Oh, non avrete mica paura a condannarmi… Sarò in buona compagnia, ve l’ho scritto.

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Si ricomincia

Ci siamo. Si torna in classe. Il salto all’indietro dalla quinta alla prima non è cosa da poco. Dei nuovi bambini per ora conosco soltanto i nomi. Ventidue nomi che diventeranno occhi, storie, discussioni, diverbi, sorrisi, e tutto quello che entrerà dentro l’avventura di una squadra in viaggio. Nell’attesa che suoni la prima campanella, in questi giorni, la scuola si è riempita intanto di riunioni noiose. Continua a leggere

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Estate. Sentirsi in viaggio

Capita a molti d’estate di fare un viaggio. Aereo, macchina, traghetto, treno, pullman o gobba di dromedario. Non fa tanta differenza. E non importa se qualcuno viene a prenderci all’arrivo, o se sbarchiamo da soli. Tanto ha ragione Fernando Pessoa. Quello che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. Anche se poi, bisogna ammetterlo, un viaggio può anche farci arrivare diversi da quelli che eravamo al momento della partenza. Continua a leggere

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Ancora qualche pensiero sulle parole

Leggere 1984 può lasciare sbalorditi. George Orwell lo scrive nel 1948, in tempi non sospetti. Un fantomatico regime realizza il controllo sulla massa operando un intervento sulla lingua. Al Ministero della Verità si lavora per eliminare le parole e semplificare i costrutti verbali. La neolingua, svuotata ed emendata di significati, rende impossibile ogni altra forma di pensiero che non sia quella approvata dal gruppo dominante. Esprimere e articolare un’opinione contraria è impossibile. Continua a leggere

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Chi

Pensiero di Ivan Tresoldi, assaltatore poetico.

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Conversazione con M

M non è più una mia alunna. Da questa estate. Andrà in prima media e di sicuro ormai non è neanche più una bambina. Come tanti altri marinai della nave VF, ormai giunta al porto, mi manda dei messaggi regalandomi pensieri e pezzi della sua vacanza. M è in Sicilia. Mi invia la foto di un enorme murale su Falcone e Borsellino. Riproduce la foto che avevamo in classe. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 13 luglio – Alexander Schmorell

13 luglio 1943. Alexander Schmoller viene processato e ghigliottinato nella prigione di Monaco. Ricercato dalla Gestapo viene riconosciuto durante un bombardamento, in un rifugio antiaereo. È tra i giovani membri dell’associazione segreta Weiβe Rose, impegnato in iniziative di resistenza civile al regime nazista. Così come i suoi amici di università, precedentemente catturati e giustiziati, si contraddistingue per la lealtà alle proprie idee e per il coraggio davanti alla morte.

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Calendario degli eroi: 1 luglio – Faraaz Ayaaz Hossain

Dacca 1 luglio 2016. Alcuni terroristi islamici fanno irruzione nel ristorante dove Faraaz Ayaaz Hossain si trova con due amiche. Ai presenti viene intimato di recitare il Corano. Chi non lo farà sarà ucciso. Faraaz è musulmano (un musulmano vero) e il Corano lo conosce. È graziato, ma chiede che vengano risparmiate anche le sue amiche, colpevoli di indossare abiti occidentali. Al rifiuto degli jihadisti deciderà di morire con loro.

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