The pen is on the table. Da almeno cinquant’anni

Sentire un italiano parlare correttamente l’inglese è una cosa molto rara. Lo studio di questa lingua è da sempre uno dei punti dolenti del nostro sistema scolastico. Quando i bambini escono dalla scuola primaria conoscono i numeri e i colori, ricordano una canzoncina e i nomi delle quattro stagioni. Poco altro. I bambini sono spugne assorbenti, ma queste spugne le abbandoniamo sul terreno secco in un deserto di buone intenzioni. Continua a leggere

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Io sto dalla parte di P

C’è un liceo romano. Da una parte un gruppo di studenti nascondono la faccia. Stanno occupando la scuola. Molti di loro sono voltati di spalle e formano una schiera che sbarra il passo. Dall’altra un ragazzo a volto scoperto. Li affronta. Non è d’accordo con l’occupazione. Quelli a volto coperto lo sommergono di insulti e minacce. Sono più di cento. Lui è solo. Si chiama P. Io sto con lui. Continua a leggere

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La violenza che non si può raccontare

Da giorni si fa un gran parlare del delinquente che a Ostia ha aggredito con una testata un giornalista della rai. Ci sono pagine intere sui quotidiani e trasmissioni in tv. Cordoglio e testimonianze di solidarietà arrivano giustamente da tutte le parti. Ieri a Roma centinaia di insegnanti hanno manifestato davanti al Miur. La polizia in assetto antisommossa ha ingiustificatamente caricato e picchiato, mandandone alcuni all’ospedale. Ma non ne parla nessuno. Continua a leggere

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La punizione

Non c’è niente di più destabilizzante di un sistema le cui regole possono essere disattese. Ecco perché entra in ballo la sanzione, che però non può essere mai una rivincita, né avvicinarsi all’antico concetto di castigo. Il bambino deve essere messo nella condizione di ristabilire l’ordine che la sua azione ha turbato, riqualificando la sua immagine davanti agli altri, ma per primo davanti a se stesso. Continua a leggere

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Verifica in classe

Per abituare i bambini al mondo che li aspetta fuori da qui ho deciso di fare una verifica ogni mese. Sono i primi voti che metto in cinque anni. Non mi serviranno per il giudizio finale con il quale dovrò salutarli, ma servirà almeno a non farli sentire completamente dei marziani quando metteranno piede nelle medie. Divisi per file, fogli protocollo e nient’altro sul banco, i bambini accettano di buon grado l’esperimento. Continua a leggere

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Una storia di pregiudizio. Il mio

Con i bambini parliamo spesso di pregiudizi. Di quelle fantasie e di quei preconcetti travestiti da idee che si hanno impulsivamente molto prima di conoscere e verificare come stanno davvero le cose. Di quelle sensazioni che trasformiamo frettolosamente in certezze e ci fanno scegliere, credere, giudicare, senza accorgerci di essere invece fuori strada. Così oggi ai bambini che mi credono infallibile ho regalato l’esempio di uno dei miei sbagli. Continua a leggere

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Moltezza

Forse la stessa attitudine a stupirsi ed emozionarsi che vorrei coltivare nei bambini fa parte del bagaglio che mi porto sulla schiena nel mio viaggio. Forse qualche volta anche io riesco a essere come loro. Forse davvero tutti questi giorni passati insieme, prima di finire, hanno riempito il mare di stelle marine e perle preziose. Magari sarà per questo se certe parole non riesco a leggerle o ascoltarle senza provare commozione.

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Il dilemma del maestro

Quest’estate A ha fatto un viaggio in Finlandia. Racconta di aver visitato la casa di Babbo Natale. In classe si accende un dibattito. Da una parte quelli che a Babbo Natale non credono più. Dall’altra quelli che lo ritengono ancora un personaggio reale. Io sto in disparte, lasciando che la discussione tra i due schieramenti cammini sulle proprie gambe, osservando ognuna delle due fazioni impegnate a dimostrare l’ineluttabilità della propria tesi. Continua a leggere

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Ancora sul liceo breve. Ovvero la scuola spiegata al mio barista (parte quinta)

Lo sapevo. Questa storia della scuola che si accorcia di un anno è arrivata al bar, dove tutti parlano di tutto, ma sempre con la spiccata propensione a enunciare sentenze inappellabili. Poco importa se le conclusioni partono da postulati tutti da verificare. Il sentito dire basta e avanza per ricamarci sopra teorie definitive che raramente accettano repliche. Questa volta però entro nel bar che è pomeriggio. Fa una bella differenza. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 1 settembre – Edwin Chota

Edwin Chota è nato e cresciuto nella foresta pluviale dell’Alto Tamaya e appartiene alla tribù indigena degli ashàninkas, presenti con piccole comunità al confine tra Perù e Brasile. Fa l’avvocato e inizia una coraggiosa lotta contro il disboscamento illegale della Foresta Amazzonica, divenendo presto un attivista noto in tutto il Perù. Abbandonato dalle istituzioni, verrà ucciso con Jorge Rìos Perez, Leoncio Quinticima Mendez e Francisco Pinedo. È il primo settembre 2014. Continua a leggere

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