Io non lo so fare

Ringrazio la maestra L per alcuni pensieri che mi vengono dopo l’interessante chiacchierata di qualche giorno fa e i ragionamenti che abbiamo condiviso, partendo dal diverso punto di osservazione che occupiamo lungo la strada sulla quale camminano i bambini. Lei nella scuola materna, io nella primaria. Si rifletteva sulla naturale capacità che hanno i bambini di rovesciare sul tavolo lo zaino delle loro emozioni iniziando a farlo nell’unica forma possibile: il disegno. Continua a leggere

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Incanto

Io un’opera come questa, dentro un museo, mi fermerei a guardarla con una certa ammirazione. Se la vedessi invece nell’atelier di un amico proverei a comprargliela, disposto a pagare anche un bel po’ per portarmela a casa. Io un’opera come questa più la guardo, più mi piace. Lasciamo perdere il perché. Le emozioni accese da un quadro, un tramonto o un brano musicale, sono sempre qualcosa di intimo. Continua a leggere

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Iperbole

È un posto di una bellezza assurda. R scrive così, quando mi racconta della sua avventura in Canada e descrive il luogo dove si trova adesso, al confine con l’Alaska. R è una alunna di tanti anni fa. La bambina che avevo in classe ha lasciato spazio a una ragazza di quasi diciotto anni e la sua iperbole mi commuove. Un posto di una bellezza assurda. Non può che essere così. Continua a leggere

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Aforisma

Le favole non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le favole raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi.  (Gilbert Keith Chesterton)

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Calendario degli eroi: 29 agosto – Anatolij Korol

Sei arrivato in un paese che considera l’immigrazione una minaccia. Sei generalmente discriminato e guardato con pregiudizio. Vivi a fatica in un sistema che ti lascia solo davanti alla necessità di sbarcare il lunario. Hai una figlia di 2 anni. Finisci per essere sfruttato da chi ricava una rendita dalla disperazione. Ti trovi in un supermercato mentre è in corso una rapina. Avresti tutto il diritto di farti gli affari tuoi. Continua a leggere

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Allora forse ha ragione Lin Yutang. Un buon viaggiatore è colui che non sa dove sta andando, un perfetto viaggiatore è colui che non sa da dove viene

Ci viene facile parlare di viaggi ogni volta che viene l’estate. Lo faccio anche io. L’estate, del resto, è stato sempre il periodo delle partenze. Oggi come ieri. Così sembra quasi che per sentire il sapore del viaggio si debba avere la consapevolezza di un ritorno. Ma se viaggiare è vivere una diversa disponibilità alla percezione, forse quella predisposizione bisognerebbe averla sempre. Dovremmo coltivare stupori anche nella strada davanti casa. Continua a leggere

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Rido (aggiornamento sulla storia di un processo)

Mi fate ridere. Ci avete messo un sacco di tempo a condannarmi anche in appello. Avete ritardato la sentenza rimandandola continuamente, fino a far passare gli anni con la tranquillità di chi sfoglia le pagine del tempo, poco interessato al libro che ha tra le mani, e lo scorre con noia e indifferenza. Avete scelto di lasciare che l’ortica cresca fino a riempire la scuola. Avete punito il diritto di dissentire. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 17 luglio – Alberto López Bello

Oxaca (Messico).  Alberto López Bello, el camacho, come lo chiamano i colleghi, è giornalista di cronaca nera per il quotidiano El Imparcial e il programma radiofonico Foro Politico. Tre giornalisti dello stesso quotidiano sono già stati assassinati per aver messo il proprio lavoro al servizio della verità. Non lo fermano le minacce ricevute. Ha 28 anni. Viene trovato il 17 luglio 2013 insieme al corpo di Arturo Alejandro Franco, informatore della polizia. Continua a leggere

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Avvertenze

Intorno a 50 anni fa salivi sull’autobus e leggevi l’avviso che all’interno delle vetture era proibito sputare. Oggi quell’avvertimento non c’è più. Però adesso a Roma ce n’è uno messo lì a ribadire che è vietato picchiare gli autisti. Si può chiamare civile una società che ha bisogno di questi ammonimenti?

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Pensiero alle porte della mia cinquantaduesima estate

Mettiamola così. Se io sapessi una cosa e ci fosse qualcuno che quella cosa non facesse altro che ribadirmela ogni volta che apre bocca, io quel qualcuno alla fine cercherei di evitarlo come la peste. Figurarsi se poi quella cosa non fosse neanche tanto difficile da capire e lui invece continuasse a spiegarmela con l’insistenza che avevano gli spaccatori di pietre nelle cave di granito. Continua a leggere

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