A Sara, Mariasofia, GiuliaM, Mia, Margherita, Gabriele, Caterina, GiulioV, Giorgia, Ludovica, Adriano, GiulioT, Federico, Clarissa, Andrea, Meryem, GiuliaD, Ginevra, Chiara, Edoardo, Khenane, Alberto (L’ordine è sparso. Lo sapete, un registro non l’ho mai avuto. Non ci sareste mai stati dentro)

Ci siamo. Siamo arrivati all’ultimo giorno. Di parole ce ne siamo dette tante. Ce le siamo dette tutte. Così adesso non ne servono altre. Io tutte quelle che avevo ve le ho date. Siate voi stessi. Sappiate distinguere la luce delle stelle da quella delle lampare. Abbiate il coraggio di essere donne e uomini liberi. E amate. Amate più che potete.

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Calendario degli eroi: 4 giugno – Lo studente di Tienanmen

La foto che Jeff Widener scatta il 4 giugno 1989 dal sesto piano di un albergo, durante la protesta nella quale decine di migliaia di persone si riversarono per le strade di Pechino chiedendo il rispetto dei diritti umani e libertà di espressione, è diventata un’icona. C’è dentro il coraggio di un bambino silenzioso davanti ai propri mostri notturni. E l’amore. Il prezzo che si è disposti a pagare per difenderlo. Continua a leggere

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Le parole che non abbiamo

Ci sono parole che non abbiamo. Che ci mancano. Neanche il vocabolario le contempla. Normale che un tuareg abbia più espressioni per definire la sabbia del deserto nelle sue diverse forme e condizioni. Per noi è sempre sabbia. Noi non viviamo nel deserto. Non possiamo cogliere le sfumature. Però ci sono parole che esprimono emozioni. Quelle dovremmo averle tutte. Invece no. Prendiamo la tristezza, per esempio. Continua a leggere

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Se perdiamo di vista le persone

Se perdiamo di vista le persone finiremo per perderci in un deserto di allucinazioni. Se non guardiamo le persone negli occhi non vivremo che esistenze inutili. Potremo riempirle di quello che ci va, ma niente servirà a fare di noi qualcosa di diverso da una semplice impostura infilata nel buio. Quando si cammina nel bosco guardare significa dimenticare la fretta e perfino noi stessi. Godere del viaggio non pensando alla destinazione. Continua a leggere

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La forza tradita della tenerezza

Ho sempre pensato che l’arma più rivoluzionaria in mano all’uomo fosse la tenerezza. Forza che mette insieme meraviglia, delicatezza e capacità di attenzione. Dichiarazione di leggerezza. Espressione di un prodigio capace di generare e moltiplicare fiducia e generosità d’animo. Verso gli altri e verso se stessi. Ma la tenerezza è troppe volte vilipesa, tradita, ingiuriata, sporcata dalla fretta, dalla paura, dallo schifo di cui lo stesso uomo è capace. Continua a leggere

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La fragilità delle giovani generazioni

Sono ormai tanti i casi che conosco di ragazzi poco più che adolescenti entrati seriamente in crisi davanti a una difficoltà. Che poi è sempre una difficoltà di relazione. A scuola, in famiglia, con se stessi. In alcuni casi si ricorre a una terapia psicologica, in tante altre situazioni purtroppo bisogna fare di più. Il ragazzo inizia un percorso psichiatrico, farmacologico, che talvolta prevede perfino la necessità di un ricovero ospedaliero. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 27 aprile – Héctor Oesterheld

1977. La dittatura argentina sequestra e uccide dopo mesi di torture lo sceneggiatore di fumetti Héctor Oesterheld, autore della saga de L’Eternauta. Una dopo l’altra, la giunta militare riserva identica sorte alle figlie: Beatriz Marta, Diana Irene, Marina e Estela Inés. La famiglia Oesterheld paga così la sua aperta opposizione al regime. Al momento della desaparición Diana Irene è incinta di sei mesi. Marina di otto.

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Genitori e scuola. Sfida all’Ok Corral

Sono sempre di più le occasioni in cui la scuola e i genitori si scontrano in un clima da film western. Il sistema del resto ha trasformato le scuole in aziende e le famiglie in clienti. E i clienti, si sa, pretendono. Può succedere che siano nel giusto, intervenendo a correggere abulie, assenze e inefficienze di un apparato cervellotico che si inceppa anche nel semplice uso del buon senso. Altre volte sbagliano. Continua a leggere

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La scuola che divide

Clara Rech, preside del liceo Visconti di Roma ha recentemente reso noto che nella sua scuola tutti, tranne un paio, sono di nazionalità italiana e nessuno è diversamente abile. Tutto ciò favorisce il processo di apprendimento. Nella presentazione del liceo D’Oria di Genova si legge che poveri e disagiati costituiscono un problema didattico. La scuola italiana, con la fissazione che ha per la performance e le misurazioni, sta tornando decisamente indietro. Continua a leggere

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La macchina contorta della Giustizia

L’udienza per il ricorso contro il giudizio che confermava la sanzione disciplinare ricevuta per essermi rifiutato di somministrare alla classe le prove Invalsi era fissata per oggi, 6 febbraio. La Corte di Appello l’ha rinviata d’ufficio al 18 settembre. Sarebbe come se avessi dato un appuntamento a un genitore desideroso di un incontro e poi all’ultimo momento gli dicessi mi dispiace, oggi non posso più, ci vediamo tra sette mesi. Continua a leggere

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