Il maestro con la gonna

sarongSono andato a scuola con la gonna. Lo so. Detta in questo modo, da uomo di quasi cinquant’anni con le gambe pelose, non suona tanto bene. Allora questa cosa qua provo a spiegarla. E se poi qualcuno pensasse che a uno così dovrebbero impedire un lavoro come quello del maestro elementare, che al circo dovrebbe stare, oppure immobile sopra una pedana in piazza vestito da faraone, vabbè. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 23 maggio – Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo.

Giovanni-FalconeCapaci (Pa) 23 maggio 1992. Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare. Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini (Giovanni Falcone).

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La logica del piffero. Ovvero la scuola spiegata al mio barista (parte prima)

pifferoL’argomento scuola, soprattutto in riferimento ai cambiamenti che vorrebbe produrre Renzi, è ormai una questione di piazza. Ovunque se ne parla e chiunque dice la sua, talvolta a sproposito e senza nessuna cognizione di causa. Perfino personaggi pubblici completamente a digiuno di pedagogia vengono tirati in ballo e producono imbarazzanti panegirici sulla scuola. La lotta mediatica ha spostato i termini della disputa dalle idee agli slogan, che sono sempre un pericoloso surrogato. Continua a leggere

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Crescere

CrescereMS sta in un angolo del cortile. Invece di giocare con i compagni sta lì con le braccia incrociate e lo sguardo imbronciato. Mi avvicino per cercare di capire cosa sia successo.
– Sono arrabbiata con te.
Ecco quello che mi dice. Dritto come un fuso. Con MS non si gira mai intorno alle questioni. Però questa volta non capisco.
– Con me? E cosa avrei fatto?
– Tu mi fai crescere. Continua a leggere

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È venerdì

campanaÈ venerdì pomeriggio. Siamo tutti un po’ stanchi. Ci si mette anche questa giornata strana di primavera, che primavera non è. Fa freddo, c’è vento, e perfino qualche goccia di pioggia. I bambini si agitano. Cuccioli privi di filtri e architetture difensive risentono del tempo più di quanto non sembri. Irrequieti per la stanchezza unita a questa giornata uggiosa, perdono facilmente l’ascolto di se stessi. C’è bisogno di un piano b. Continua a leggere

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Occhi per vedere

gipiHo fatto un gioco con i bambini. A turno, bendati, dovevano rispondere alle mie domande su come fosse la classe e raccontarmi nei particolari quello che c’era, poi dovevano passare a descrivere i compagni. Com’erano fatti, com’erano vestiti. Alla fine ho messo da parte la benda e ho fatto un altro gioco. Bisognava indovinare chi si nascondesse dietro un telo dal quale usciva solo una mano.  Riconoscerlo potendo osservare solo quel dettaglio. Continua a leggere

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Allarme rosso

Joshua-BellAllarme rosso. Stiamo perdendo il senso del bello. Quell’emozione che si ottiene shakerando stupore, incanto e godimento in parti uguali. Facile puntare il dito sulla scuola, certamente colpevole, ma la verità è che il nostro sistema scolastico è soltanto espressione di un sistema di vita che, più in generale, del bello non ha più voglia. Continua a leggere

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Bambini e caldaie

caldaiaNon mi piacciono i voti nella scuola elementare. Avrei la stessa avversione per un Winchester nell’armadietto delle scope o per un tubetto di Roipnol sul lavandino, vicino al dentifricio. Chiamiamolo un fastidio. O forse meglio, una preoccupazione. Mettersi lì a misurare qualsiasi cosa è ormai una fissazione. Ci piace calcolare, comparare, classificare. Perfino la scuola. Adesso la scuola elementare si chiama primaria. Così finalmente tutto sembra essere in ordine. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 22 febbraio – Sophie Scholl, Hans Scholl e Christoph Probst

sophie-scholl,-hans-scholl,-christof-probstMonaco di Baviera, 22 febbraio 1943.  Gli studenti universitari Sophie Scholl, Hans Scholl e Christoph Probst, dopo quattro giorni di torture da parte della Gestapo, vengono ghigliottinati nel cortile della prigione Stadelheim per aver propagandato idee che incitano alla ribellione non violenta nei confronti del regime nazista. I funzionari del Reich che li interrogano rimangono stupiti per il coraggio che dimostrano. Continua a leggere

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I bambini e le regole (parte seconda)

masha-e-orsoÈ interessante osservare i bambini quando sono liberi di inventarsi un gioco. Inizieranno istintivamente a darsi delle regole. Sorprenderà constatare poi quanto siano attenti nell’applicarle e inflessibili nel punire ogni infrazione. Nessuna giuria è più severa di quella composta da bambini. Il rigore non è cosa da adulti. L’adulto deroga. Nel bambino c’è invece l’innata consapevolezza che la stabilità e la continuità di ogni attività dipendono strettamente dalla scrupolosa osservanza delle sue regole. Continua a leggere

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