Incontri

alieniIncontro la preside davanti alla scuola mentre sono con mia figlia. Che bella bambina… com’è cresciuta… Le frasi di rito. Mia figlia la guarda, poi scappa per sdraiarsi sopra una panchina. Che fa, non parla?.. Parla, parla, rispondo io, è che le sto insegnando a non dare confidenza alle autorità. La DS cambia discorso. Sa come trovare un accordo. Ha visto cosa stanno combinando alla scuola? Ma chi? chiedo. Gli alieni?

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Se il nostro fosse un mondo di cittadini e non di sudditi, non ci sarebbero re di cui lagnarsi

mafaldaDi sentir parlare di Berlusconi non ne posso più. Politici, opinionisti, comici, se accendi la televisione non senti fare altro. Nel mondo della musica esiste la figura del basso ostinato. Visto il soggetto non ci può essere metafora migliore. Vent’anni. Vent’anni di discussioni e arzigogoli pro e contro il nano nazionale. Basta. Perfino l’antiberlusconesimo non lo sopporto più. Continua a leggere

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Un grido di allarme (e di dolore)

cancelledSi può morire in tanti modi. La scuola pubblica italiana muore lentamente. E sotto gli occhi di tutti, pezzo dopo pezzo, se ne va all’altro mondo. È un vecchio albero avvelenato dalle falde acquifere contaminate per una discarica abusiva. Non muore di colpo. Si ammala e agonizza. Continua a leggere

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Per favore Halloween no

Grinning Halloween lantern vector illustration.Potrei tirare in ballo i latini e l’espressione panem et circenses. Potrei cadere nella tentazione di ragionare sugli effetti della globalizzazione. Invece no. Dico solo che a me la mezza festa della Halloween italiana sembra una fesseria.
Perchè allora non importare anche la festa del sole Maori, la Keiroo no hi giapponese o la festa islandese del Pjódhatí Vestmannaeyjar (magari cambiandogli nome)?

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Il dovere di un rifiuto

Man Yelling NoQualche tempo fa la preside della mia scuola, con l’apparente noncuranza che hanno tutte le velate minacce, mi disse che ormai mi sarebbe convenuto mettere da parte le proteste e le lotte. Ero diventato un papà. Questo doveva fare di me un uomo responsabile e previdente. Magari il suo era solo un consiglio spassionato. A me, chissà perché, suonò piuttosto come un avvertimento. Continua a leggere

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Parole parole, soltanto parole. Ovvero: caramelle non ne voglio più. Io preferisco le frittelle

eduardo-galeanoLe parole che meritano di esistere sono soltanto quelle migliori del silenzio. Lo scrive Eduardo Galeano. Allora quando mia figlia, osservando l’oblò della lavatrice, mi dice che la camicia frilla, corro per casa ripetendo impazzito il suo neologismo come un bambino che ha improvvisamente scoperto un tesoro. E penso alle parole che non dirò mai in classe ai miei bambini. Continua a leggere

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Il prima e il dopo. Ovvero: siamo tutti bravi a cercare lontano le responsabilità quando qualcosa non va. Ma se le condizioni peggiorano è solo colpa nostra

bamboleCamminavo per una strada del centro e mi sono trovato a passare casualmente davanti a questa vetrina. Erano giochi, ora sono soltanto bambole rotte. Prendo al volo la metafora. Perchè anche nella scuola, come in ogni altro naufragio, c’è un prima e un dopo. Continua a leggere

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Lampedusa lo sa

Dalla mia terra, ancora una volta ferita, umiliata, negata. Le parole ormai rischiano di suonare vuote come cembali nel deserto. Ci resta la rabbia. E la speranza di non smarrirci in questo silenzio assordante.

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La mala hora

Gabriel Garcia MarquezFatto salvo il diritto che ciascuno ha di andare alle feste che gli pare, di accettare o no gli inviti e frequentare i luoghi che preferisce, a me l’ultima uscita pubblica di Gabo mette una grande tristezza. Continua a leggere

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Alfiere in F7. Ovvero: la strategia della lumaca a volte paga, a volte no

L-Enigma-dello-AlfiereGli scacchi sono un gioco di spostamenti strategici. La scuola dovrebbe essere il luogo principe dell’apprendimento. Capita invece che la realtà confonda le regole. E che in una scuola ci si debba muovere più che sopra una scacchiera fatta di quadrati bianchi e neri. Continua a leggere

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