Alfiere in F7. Ovvero: la strategia della lumaca a volte paga, a volte no

L-Enigma-dello-AlfiereGli scacchi sono un gioco di spostamenti strategici. La scuola dovrebbe essere il luogo principe dell’apprendimento. Capita invece che la realtà confonda le regole. E che in una scuola ci si debba muovere più che sopra una scacchiera fatta di quadrati bianchi e neri.

 L’anno scolastico è iniziato da una decina di giorni e per la seconda volta devo fare le valigie. Sono appena sceso con la classe dal quarto al secondo piano. Ora dobbiamo andare tutti al primo. Ordini superiori.

Per chi non si intendesse di trasmigrazioni interne a uno stesso istituto scolastico, preciso che gli spostamenti di questo tipo sono l’esercizio più riuscito di come abbondare in spreco di energie e di tempo. Il guaio è che solitamente le maestre, tra tutte le possibili condotte animali a disposizione, fanno propria la strategia della lumaca. Cioè si muovono portandosi dietro non solo materiali didattici di tutti i tipi, ma anche, e soprattutto, gli arredi. Gli arredi sono la loro casa. E per arredi si intendono mobili, cassettiere, cattedre, lavagne e tutto quanto occupi un volume e un peso difficilmente sollevabile da meno di sei persone con turni di sostituzione ogni cinque metri. Qualsiasi maestra che si rispetti ha di sicuro il suo corredo di arredi.

Del resto, passati 5 anni, si dovrà già gestire la perdita dei bambini. Chiedere di rinunciare anche alla mobilia sarebbe una pretesa crudele. Gli arredi si foderano, si stuccano, si verniciano, si curano con encomiabile dedizione e una buone dose di devozione. Perchè abbandonarli per poi rischiare di accattarsi quelli trascurati, appartenuti a qualcun altro?

A differenza di quanto generalmente capiti nella vita ordinaria, un trasloco dentro una scuola è sempre un movimento contemporaneo di due piccoli eserciti. Per dirla scientificamente due spostamenti che hanno la stessa direzione, ma verso contrario. Sono tuttavia ammessi anche i trasferimenti a catena.

Insomma, a noi toccherà un’aula del primo piano, e qualcuno salirà al nostro posto.

Perchè ci muoviamo? Semplice. Tra i 23 bambini del nostro elenco ce ne sono due con problemi di deambulazione e un relativo curriculum di certificati medici. Allora riassumiamo.

Fanno sicuramente bene le famiglie di quei bambini con deficit motori a chiedere una organizzazione degli spazi scolastici più razionale e adeguata. Capisco anche lo scompiglio creato nelle maestre del primo piano, nessuna propensa a muoversi ancora, dopo aver affrontato da pochi giorni la fatica di arredare le nuove aule assegnate.

Non capisco invece la scuola (nella figura della sua dirigente), che dal mese di giugno conosceva la composizione dei gruppi classe e che due bambini di sei anni con difficoltà motorie li mette al secondo piano. Non la capisco due volte. Una per le insufficienti abilità organizzative evidentemente dimostrate. Ma anche per come ha condotto la vicenda. Capace infatti di respingere con arroganza le ragionevoli richieste delle famiglie, per poi cambiare immediatamente registro all’accenno di parole magiche quali avvocato, rendiconto, amico giornalista, o simili.

Può una scuola così essere credibile e autorevole? Può un genitore restarsene buono al suo posto e affidarsi all’istituzione scolastica con la certezza che tutto il meglio di sicuro sarà tentato per suo figlio? La risposta è no. Il mistero dell’alfiere è tristemente svelato.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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Una risposta a Alfiere in F7. Ovvero: la strategia della lumaca a volte paga, a volte no

  1. andreana ha detto:

    Alfieri che vanno all’attacco, alfieri lumache, mobili che salgono e che scendono, scuole disorganizzate, energie che si sprecano. Niente paura, ci pensa l’Enel e la sua pubblicità! Cercano storie di guerrieri da raccontare. Fra le tante immagini non poteva certo mancare quella di una bella classe scolastica con tanto di maestro che la voce fuori campo chiama “I GUERRIERI DELL’AMORE”. Con questa nuova definizione siamo a posto…Chissà se i signori dell’energia e i loro compari al governo sono disposti ad ascoltare la storia del “guerriero Flavio”.

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