Un grido di allarme (e di dolore)

cancelledSi può morire in tanti modi. La scuola pubblica italiana muore lentamente. E sotto gli occhi di tutti, pezzo dopo pezzo, se ne va all’altro mondo. È un vecchio albero avvelenato dalle falde acquifere contaminate per una discarica abusiva. Non muore di colpo. Si ammala e agonizza. Continua a leggere

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Per favore Halloween no

Grinning Halloween lantern vector illustration.Potrei tirare in ballo i latini e l’espressione panem et circenses. Potrei cadere nella tentazione di ragionare sugli effetti della globalizzazione. Invece no. Dico solo che a me la mezza festa della Halloween italiana sembra una fesseria.
Perchè allora non importare anche la festa del sole Maori, la Keiroo no hi giapponese o la festa islandese del Pjódhatí Vestmannaeyjar (magari cambiandogli nome)?

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Il dovere di un rifiuto

Man Yelling NoQualche tempo fa la preside della mia scuola, con l’apparente noncuranza che hanno tutte le velate minacce, mi disse che ormai mi sarebbe convenuto mettere da parte le proteste e le lotte. Ero diventato un papà. Questo doveva fare di me un uomo responsabile e previdente. Magari il suo era solo un consiglio spassionato. A me, chissà perché, suonò piuttosto come un avvertimento. Continua a leggere

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Parole parole, soltanto parole. Ovvero: caramelle non ne voglio più. Io preferisco le frittelle

eduardo-galeanoLe parole che meritano di esistere sono soltanto quelle migliori del silenzio. Lo scrive Eduardo Galeano. Allora quando mia figlia, osservando l’oblò della lavatrice, mi dice che la camicia frilla, corro per casa ripetendo impazzito il suo neologismo come un bambino che ha improvvisamente scoperto un tesoro. E penso alle parole che non dirò mai in classe ai miei bambini. Continua a leggere

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Il prima e il dopo. Ovvero: siamo tutti bravi a cercare lontano le responsabilità quando qualcosa non va. Ma se le condizioni peggiorano è solo colpa nostra

bamboleCamminavo per una strada del centro e mi sono trovato a passare casualmente davanti a questa vetrina. Erano giochi, ora sono soltanto bambole rotte. Prendo al volo la metafora. Perchè anche nella scuola, come in ogni altro naufragio, c’è un prima e un dopo. Continua a leggere

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Lampedusa lo sa

Dalla mia terra, ancora una volta ferita, umiliata, negata. Le parole ormai rischiano di suonare vuote come cembali nel deserto. Ci resta la rabbia. E la speranza di non smarrirci in questo silenzio assordante.

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La mala hora

Gabriel Garcia MarquezFatto salvo il diritto che ciascuno ha di andare alle feste che gli pare, di accettare o no gli inviti e frequentare i luoghi che preferisce, a me l’ultima uscita pubblica di Gabo mette una grande tristezza. Continua a leggere

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Alfiere in F7. Ovvero: la strategia della lumaca a volte paga, a volte no

L-Enigma-dello-AlfiereGli scacchi sono un gioco di spostamenti strategici. La scuola dovrebbe essere il luogo principe dell’apprendimento. Capita invece che la realtà confonda le regole. E che in una scuola ci si debba muovere più che sopra una scacchiera fatta di quadrati bianchi e neri. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 25 settembre – Cesare Terranova, Lenin Mancuso e Antonino Saetta

tutti-e-treCesare Terranova e il suo uomo di scorta Lenin Mancuso vengono barbaramente uccisi a Palermo la mattina del 25 settembre 1979.
Antonino Saetta cade in una imboscata mafiosa il 25 settembre 1988 mentre percorre la strada Agrigento – Caltanissetta. Con lui c’è il figlio Stefano.

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Un giorno di ordinaria follia. Ovvero: cose che capitano a un maestro qualsiasi in un giorno qualsiasi

dalìOggi ho l’ora di alternativa alla religione cattolica. Per la prima volta quest’anno dovrò riunire alcuni bambini della mia classe con quelli di altre prime, e iniziare con loro un percorso diverso da quelli dei miei colleghi di religione. Peccato che non mi abbiano consegnato l’elenco. Come faccio allora a sapere chi sta con me e chi no? Continua a leggere

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