Calendario degli eroi: 11 maggio – Carlos Mugica

carlos mugicaCarlos Mugica muore a Buenos Aires l’11 maggio del 1974. Gli sparano all’uscita della chiesa. Alle minacce di morte aveva risposto: Niente e nessuno mi impedirà di servire Gesù Cristo e la sua Chiesa, lottando vicino ai poveri per la loro liberazione. Se il Signore mi concede il privilegio, che non merito, di perdere la vita in questa impresa, sono a sua disposizione. Continua a leggere

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Articolo 47

E’ l’articolo del diritto alla casa. In questi tempi di crisi, basta poco, a chi vive ai margini delle soglie statistiche di povertà, per ritrovarsi per strada e aggrapparsi ad ogni possibilità di trovare un tetto. Ecco che così anche una sede ASL a Ponte di Nona, chiusa a causa dei tagli alla sanità (altro effetto di una crisi malgestita), diventa alloggio sottodimensionato per un gruppo di famiglie non in grado di assicurarsi un alloggio.

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In classe

sul-filoLa bidella entra in classe mentre sono accucciato sopra la cattedra e sto dicendo aiutatemi… aiutatemi… Non può immaginare che sto raccontando ai bambini una storia e sono un uomo con le vertigini sopra un crostone di roccia a centinaia di metri di altezza dal suolo. Dovrei spiegarle troppe cose. Lascio che pensi che sono impazzito. Ormai completamente. Continua a leggere

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Santo dubito

Giovanni-Paolo-IICarol Wojtyla è stato un Papa capace di muovere la storia e accelerare il processo di scongelamento dell’Europa oltre cortina. Di sicuro un Papa efficace nella comunicazione mediatica. Conservatore più di quanto si creda, televisivo e telegenico. Magari anche un uomo coraggioso. Ma per favore, santo no. Vedere alla voce americalatina. Continua a leggere

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Lettera

matita_franco-matticchioIl maestro M mi scrive una bellissima lettera. Anzi, me ne scrive due. Le sue sono parole drammatiche, sofferte, che suonano nitide e forti, a testimonianza di un tormento personale che mi lascia lungamente in silenzio. Il maestro M è un maestro speciale. Non può essere che sia lui a stare male, invece di tutti quelli che partecipano a distruggere la scuola pezzo per pezzo. Tieni duro maestro M. Fagliela vedere. Continua a leggere

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Maestre e lucchetti

lucchettoIo me lo ricordo. Da supplente capitava di entrare in una classe di questa scuola e trovare i cassetti e gli armadi chiusi con i lucchetti. Nessuna possibilità di accedere ai materiali. Ti era vietato l’utilizzo anche di un semplice foglio di carta. Non potevi essere all’altezza. Non eri degno. Magari pure ladro. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 16 aprile – Iqbal Masih

Iqbal[1]Muritke, Pakistan. A quasi 5 anni Iqbal Masih viene comprato da un fabbricante di tappeti. Servirà a pagare i debiti della sua famiglia. Per 6 anni è incatenato a un telaio e lavora 12 ore al giorno. Iqbal si ribella, scappa, lotta. Combatte per i diritti dei bambini che vivono identiche condizioni. Il mondo si accorge di lui. Il 16 aprile 1995 viene ucciso dalla mafia dei tappeti. Iqbal ha 12 anni.

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Bambini

bambino-sirianoPiù di 1 milione di bambini siriani sta vivendo in condizioni disperate nei campi profughi di Libano, Turchia, Giordania, Iraq. Scappati dagli orrori di una guerra che non fa sconti. Migliaia i bambini reclusi nelle carceri siriane, uccisi, torturati, usati come scudi umani.
Il cartello recita: Se i bambini siriani sanguinassero petrolio il mondo intero sarebbe intervenuto. Di sicuro gli Stati Uniti. E noi dietro a loro, come fedeli cagnolini da compagnia.

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Bugie a scuola

altan2009_07_b[1]A scuola le bugie non le dicono mica solo i bambini. Quelle dei grandi mi fanno sempre più effetto. Figurarsi poi se intorno a una bugia una maestra ci costruisce tutto un lavoro e mentre esco da scuola mi capita di leggere la sua fandonia scritta coi pennarelli a caratteri cubitali su un cartellone appeso in bella mostra. Siamo tutti uguali. C’è scritto così. Continua a leggere

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A pugni chiusi

Giancarlo racconta la sua storia. Una storia ai margini, come tutte quelle di chi proviene da una famiglia forse povera di mezzi economici, ma non priva di dignità.
Una storia che racconta come, a volte, è possibile imparare da una disciplina, fatta di sacrificio, a credere in valori non effimeri e superficiali, seguendo uno stile di vita fuori dagli schemi, alla ricerca della dignità e del riscatto.
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