La classe docente non va in paradiso

tristemente-conformiIn generale non mi sorprende il fatto che a certuni possa venire in mente una cattiva idea, né che quell’idea possa essere spacciata per buona e qualcuno inizi pure a condividerla. Quello che mi ha sempre impressionato è piuttosto il silenzio di tutti gli altri, di quelli che in quell’idea non credono, di coloro che quell’idea magari la disapprovano, ma si voltano dall’altra parte, non guardano, fanno finta di niente. Continua a leggere →

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Il bosco in palestra

boscoI bambini sono sdraiati per terra, ognuno sul suo tappetino da yoga. Dallo stereo escono i suoni del bosco e le dolci note che fanno da sottofondo alle nostre meditazioni. Oggi camminiamo in un meraviglioso giardino dopo che c’è stata la pioggia. Con noi c’è anche M, il bambino nonvedente della classe accanto. La maestra supplente ha accettato di buon grado che M venisse in palestra con noi. Continua a leggere →

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Un elefante nello zaino

zaino-di-scuolaGli zaini di scuola dei bambini sono troppo pesanti. Lo dico da papà e da maestro. Da genitore preoccupato per la schiena di sua figlia e da educatore che osserva ogni giorno schiere di piccoli sherpa barcollanti e curvi, condannati alla tortura per quattro piani di scale, senza colpa alcuna, se non quella di dover sopportare il peso della conoscenza. Ammesso che la conoscenza possa e debba essere avvertita come un peso. Continua a leggere →

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I bambini mi hanno messo una nota

calvin-and-hobbesHo preso un’altra nota dai bambini della mia classe. Questa volta la mozione è partita da G. Ogni tanto mi capita. Succede quando trasgredisco una delle regole che ci siamo dati. Devo dire che in quelle occasioni i bambini sono sempre molto severi e inflessibili. Il maestro ha sbagliato, si merita un richiamo. È giusto così. Non può esistere un rapporto di fiducia senza il dovere della reciprocità. Continua a leggere →

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Il maestro e il papà

papaFare il maestro mi viene naturale. Come papà invece faccio più fatica. Quando i due ruoli si confondono il maestro spesso corre in aiuto al papà. Altre volte il papà fa di testa sua e se sbaglia alza subito le mani. Allora lo sento dire: Lo so… avrei dovuto…  ma ho pensato che… Se succede, il maestro cerca di non essere mai troppo severo nei giudizi. In fondo sono la stessa persona. Continua a leggere →

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Il silenzio-assenso del collegio docenti

proteste-in-messicoIl silenzio-assenso di un collegio docenti fa spavento. Soprattutto oggi, che una qualche forma di resistenza bisognerebbe pur tentarla, in opposizione alle politiche scellerate che distruggono la scuola e snaturano la sua inclinazione pubblica, libera, creativa. Il silenzio-assenso riempie quella stanza destinata al confronto, alla discussione, perfino ai diverbi, e la satura di nulla. Continua a leggere →

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Bambini e percorsi

camminareFareste mai portare a vostro figlio di 7 anni una pesante anguria per quattro piani di scale, fino a casa? Gli mettereste sulle spalle il vostro zaino, prima di un’escursione? Chiaramente no. La crescita del senso di responsabilità, come l’autostima e l’autonomia, sono processi che hanno bisogno di gradualità, temperanza e pazienza. Anticipare i tempi è dannoso. Un bambino può sostenere pesi leggeri, non possiamo schiacciarlo sotto il giogo di incarichi inadeguati. Continua a leggere →

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Calendario degli eroi: 18 agosto – Khaled al-Asaad

khaled-al-asaadKhaled al-Asaad  è un archeologo siriano. Grazie al suo lavoro l’Unesco, nel 1980, riconosce l’antica città di Palmira come patrimonio dell’umanità. Esempio di coraggio e fedeltà alla propria missione, Khaled al-Asaad viene torturato e barbaramente ucciso nel 2015 da un gruppo jihadista dello Stato Islamico per essersi rifiutato di dare informazioni su dove fossero nascoste alcune opere d’arte che il gruppo avrebbe voluto distruggere.

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Calendario degli eroi: 31 luglio – Nadia Vera Pérez e Rubén Espinosa

ruben-espinosa-e-nadia-veraCittà del Messico 2015. Il Messico è una delle nazioni con il maggior numero di giornalisti uccisi dal regime. Rubén Espinosa, fotoreporter, e Nadia Vera Pérez, antropologa, subiscono minacce, ma continuano a denunciare le nefandezze di Javier Duarte de Ochoa, governatore dello stato di Veracruz. Verranno torturati e giustiziati insieme a tre donne accidentalmente presenti in casa al momento del massacro. Le autorità registrano l’accaduto come il risultato di un furto nell’appartamento.

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I nostri bambini e la felicità

camera piena di giochiVivo in quella parte di mondo che definiamo progredito. Per l’esattezza risiedo in una grande città e in un quartiere abitato generalmente da una classe sociale medio alta. Beh, a me sembra che in questa circoscritta porzione di universo i bambini abbiano tante opportunità e tante risorse in più rispetto a quelle che avevo io alla loro età, ma che non siano per questo più felici. Anzi. Continua a leggere →

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