Ode al kapla

kaplaÈ Natale. Dovrebbe essere la festa che recupera quei sentimenti distrattamente lasciati da parte per fretta o semplice disattenzione. Ma tante volte non succede. I sentimenti, quelli veri, a volte continuano a restare in qualche angolo della nostra esistenza. Molto facilmente veniamo catturati da un sistema che induce sempre nuovi desideri e spinge verso consumi irragionevoli, in dosi crescenti di superfluo, eccessiva semplificazione della parola amore. Continua a leggere

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Una brutta figura (lettera aperta al nuovo ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli)

valeria-fedeliCaro Ministro, le scrivo per lo sconforto che provo dopo la notizia della sua falsa laurea, come anche dopo il suo successivo tentativo di minimizzare la questione. Un uomo con la laurea non è migliore di uno che invece la laurea non ce l’ha, questo lei avrebbe dovuto saperlo. Un uomo che invece mente, agli altri come a se stesso, cammina sempre per una brutta strada. Continua a leggere

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Benedette le crocette

questionario-quadisPer misurare la qualità del processo di inclusione, in riferimento agli studenti con disabilità, è stato inviato a molte scuole italiane questo modello. Deve essere compilato dagli stessi portatori di handicap. Nell’elenco ci sono anche varie scuole primarie. C’è bisogno di commenti? L’idea di preparare schede di valutazione da riempire con le crocette è ormai un’ossessione, una nevrosi. Un disturbo compulsivo che ha colpito la scuola italiana e sembra non potersi arrestare. Continua a leggere

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La bufala del coding. Ovvero la scuola spiegata al mio barista (parte quarta)

codingOggi al bar ne ho sentita un’altra. Un tizio si compiaceva del fatto che nella scuola elementare del figlio si impartissero lezioni di coding e usava quella parola per darsi un tono, perché suonava un po’ come scusate se sono troppo all’avanguardia. Così il nostro John Koenig, comandante della Base lunare Alpha, davanti alle facce interrogative dei suoi interlocutori ha tenuto una breve lezione sul pensiero computazionale e su quanto fosse benedetto. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 25 novembre – Maria Argentina Minerva, Aida Patria Mercedes e Antonia Maria Teresa Mirabal

mirabal-sistersOjo de Agua (Santo Domingo). È il 25 novembre 1960 quando la macchina con a bordo le sorelle Mirabal viene fermata dagli uomini del Servicio de Inteligencia Militar. Verranno uccise a bastonate e gettate in un burrone, simulando un incidente. Rafael Leónidas Trujillo, capo di una dittatura che dura da 30 anni, ha dato ordine di eliminare le tre mariposas, colpevoli di opposizione al regime e formazione di nuclei clandestini di resistenza. Continua a leggere

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La classe docente non va in paradiso

tristemente-conformiIn generale non mi sorprende il fatto che a certuni possa venire in mente una cattiva idea, né che quell’idea possa essere spacciata per buona e qualcuno inizi pure a condividerla. Quello che mi ha sempre impressionato è piuttosto il silenzio di tutti gli altri, di quelli che in quell’idea non credono, di coloro che quell’idea magari la disapprovano, ma si voltano dall’altra parte, non guardano, fanno finta di niente. Continua a leggere

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Il bosco in palestra

boscoI bambini sono sdraiati per terra, ognuno sul suo tappetino da yoga. Dallo stereo escono i suoni del bosco e le dolci note che fanno da sottofondo alle nostre meditazioni. Oggi camminiamo in un meraviglioso giardino dopo che c’è stata la pioggia. Con noi c’è anche M, il bambino nonvedente della classe accanto. La maestra supplente ha accettato di buon grado che M venisse in palestra con noi. Continua a leggere

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Un elefante nello zaino

zaino-di-scuolaGli zaini di scuola dei bambini sono troppo pesanti. Lo dico da papà e da maestro. Da genitore preoccupato per la schiena di sua figlia e da educatore che osserva ogni giorno schiere di piccoli sherpa barcollanti e curvi, condannati alla tortura per quattro piani di scale, senza colpa alcuna, se non quella di dover sopportare il peso della conoscenza. Ammesso che la conoscenza possa e debba essere avvertita come un peso. Continua a leggere

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I bambini mi hanno messo una nota

calvin-and-hobbesHo preso un’altra nota dai bambini della mia classe. Questa volta la mozione è partita da G. Ogni tanto mi capita. Succede quando trasgredisco una delle regole che ci siamo dati. Devo dire che in quelle occasioni i bambini sono sempre molto severi e inflessibili. Il maestro ha sbagliato, si merita un richiamo. È giusto così. Non può esistere un rapporto di fiducia senza il dovere della reciprocità. Continua a leggere

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Il maestro e il papà

papaFare il maestro mi viene naturale. Come papà invece faccio più fatica. Quando i due ruoli si confondono il maestro spesso corre in aiuto al papà. Altre volte il papà fa di testa sua e se sbaglia alza subito le mani. Allora lo sento dire: Lo so… avrei dovuto…  ma ho pensato che… Se succede, il maestro cerca di non essere mai troppo severo nei giudizi. In fondo sono la stessa persona. Continua a leggere

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