Il silenzio abitato della montagna

distanceNon è il silenzio il rovescio della comunicazione. Questo ho capito l’altro giorno sul balcone nella casa che affittiamo ai confini del bosco. Da lì riuscivo incredibilmente a sentire due persone chiacchierare appena fuori la casa bianca che si vede nella foto. Ho sempre apprezzato il buio e il silenzio assoluti della montagna. E adesso ho capito quanto il silenzio, del dialogo, sia perfino l’elemento costituente. Continua a leggere →

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Calendario degli eroi: 14 agosto – Maksymilian Maria Kolbe

Maximilian KolbeAuschwitz. Come rappresaglia nei confronti di un’evasione, i nazisti decidono di chiudere dieci detenuti nel bunker della fame, per lasciarli morire lentamente. Uno di questi, Franciszek Gajowniczek, scoppia in un pianto disperato. Non vuole morire. Ha moglie e figli. Maksymilian Maria Kolbe, detenuto 16670, si offre di morire al suo posto. Dopo due settimane di agonia, senza acqua e cibo, Kolbe e altri tre detenuti sono ancora vivi. Continua a leggere →

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Un’ipotesi sul perché fa tanto caldo

caldoDa un paio di mesi non si parla d’altro. Sui giornali, in tv, al bar, nell’ascensore mentre sali con l’inquilino del secondo piano. L’argomento principe di questi giorni è sempre lo stesso. Il caldo. Gli troviamo perfino dei nomi. Arriva Caronte. Oppure Hannibal. O Minosse. Fa caldo. Io un’idea ce l’ho. Scusate l’azzardo. Fa caldo perché è estate. Continua a leggere →

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Seconda adozione: il sogno infranto

orsetto-su-stradaMaira non avrà mai una sorellina. Il progetto di una seconda adozione si è definitivamente arenato, come uno scafo che le onde hanno fatto ballare per un po’ e poi hanno abbandonato tra le secche senza altra possibilità che quella di restarsene lì, a lasciarsi consumare dalla salsedine e dal sole. Perché il sole può anche distruggere, e lo stesso possono fare la speranza e l’attesa. Continua a leggere →

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Ho visto cose

blade runnerUna protesta così non s’era mai vista nella storia della Repubblica. La scuola, quella buona davvero, non ha mai smesso di manifestare nelle piazze italiane lo sdegno nei confronti di quell’imbroglio raffazzonato e criminale promosso da Renzi con ricatti e colpi di mano. Una contestazione senza precedenti che i mezzi di informazione hanno troppe volte minimizzato. In piazza io ci sono stato. E ho visto cose. Continua a leggere →

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Calendario degli eroi: 25 giugno – Jorge Carrascosa

Jorge CarrascosaBuenos Aires 25 giugno 1978. L’Argentina è campione del mondo, ma in quella squadra non c’è più Jorge Carrascosa. Il capitano, a 29 anni,  ha abbandonato la nazionale alla vigilia del mundial rifiutandosi di giocare per il suo paese mentre la dittatura tortura e uccide. Il sogno di qualsiasi giocatore di calcio, anche se quel sogno lo fai ogni giorno da quando sei bambino, non può valere il silenzio su 30mila desaparecidos. Continua a leggere →

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Il giudice ha detto

giudiceIl primo grado è archiviato. Com’era facile prevedere il giudice non ha dato ragione al maestro obiettore, anzi, si è messo in fila tra coloro che lo bacchettano e lo richiamano all’ordine. A voler essere precisi bisognerebbe dire che il giudice arzigogola un po’ la sua sentenza, si contraddice perfino, tanto che in un paio di passaggi sembra di sentire lo stridore inconfondibile di chi scivola sulla superficie di uno specchio. Continua a leggere →

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Il maestro con la gonna

sarongSono andato a scuola con la gonna. Lo so. Detta in questo modo, da uomo di quasi cinquant’anni con le gambe pelose, non suona tanto bene. Allora questa cosa qua provo a spiegarla. E se poi qualcuno pensasse che a uno così dovrebbero impedire un lavoro come quello del maestro elementare, che al circo dovrebbe stare, oppure immobile sopra una pedana in piazza vestito da faraone, vabbè. Continua a leggere →

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Calendario degli eroi: 23 maggio – Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo.

Giovanni-FalconeCapaci (Pa) 23 maggio 1992. Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare. Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini (Giovanni Falcone).

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La logica del piffero. Ovvero la scuola spiegata al mio barista (parte prima)

pifferoL’argomento scuola, soprattutto in riferimento ai cambiamenti che vorrebbe produrre Renzi, è ormai una questione di piazza. Ovunque se ne parla e chiunque dice la sua, talvolta a sproposito e senza nessuna cognizione di causa. Perfino personaggi pubblici completamente a digiuno di pedagogia vengono tirati in ballo e producono imbarazzanti panegirici sulla scuola. La lotta mediatica ha spostato i termini della disputa dalle idee agli slogan, che sono sempre un pericoloso surrogato. Continua a leggere →

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