Alluvione

Fabrizio-De-AndréIeri sera, come un mantra, avevo in testa la voce di Fabrizio De André e la sua Dolcenera. Capita di conoscere da sempre una canzone e non aver mai capito veramente di cosa parli. Così ho cercato il testo nel web e il suo significato. Ora so che Dolcenera è il nome dato all’alluvione che ha travolto Genova nell’ottobre del 1970. Ho visto anche le foto di quella tragedia. Continua a leggere

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Dimenticare (il fiore e la roccia)

fiore-nella-rocciaPer qualcuno dimenticare è salutare. Talvolta, con il contributo del tempo, è un espediente che interviene come una protezione balsamica e consente di procedere con l’illusione di una riacquisita innocenza. Chiudere una storia nello spazio buio di una soffitta può servire. Aiuta a non pensare. Confonde i fatti, li deforma, spesso riesce bene nell’operazione di sbiadirli o perfino falsificarli. È questo che alla fine succede. L’oblio è sempre un imbroglio. Continua a leggere

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L’ultimo fiore

tibouchinaUna volta le mie battaglie erano dentro la scuola. Erano confronti che riguardavano la sostanza del mio lavoro. Davanti a tutto anteponevo l’interesse dei bambini e la difesa degli unici modelli pedagogici che ritenevo possibili. Non mi intimidivano i provvedimenti disciplinari quando arrivavano a ribadire la tracotanza di un sistema che a mio giudizio faceva rotolare la scuola per una scarpata di scemenze, così da farle rinnegare il proprio compito formativo. Continua a leggere

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La luna a Macondo

luna-a-MacondoC’è la luna questa mattina a Macondo mentre io e il quadrupede passeggiamo che sembriamo l’ultimo uomo rimasto su questo pianeta e il suo cane. Nessun bisogno di sveglie digitali. Alle sei il quadrupede mi chiede di andare. Semplice. Mi vesto e poi usciamo. Camminiamo senza parlare che le parole a quest’ora non escono. Quelle restano a casa, mentre noi raggiungiamo la quercia da sughero e poi da lì torniamo indietro. Continua a leggere

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Righe

righeMi è capitato di leggere le parole di Juan Ramón Jiménez, poeta spagnolo Nobel per la letteratura nel 1956. Jiménez scriveva: “Se vi danno un foglio con le righe già tracciate, usatelo dall’altro lato”. Suona bene. Mi piace. C’è in nuce tutta la sfrontatezza che porterà anni dopo al movimento della contestazione. E ci vedo dentro anche i prodromi del pensiero divergente. Poi però mi viene una domanda. Continua a leggere

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Nonsense

Banksy - VeneziaHo visto una bambina, probabilmente di prima elementare, una bambina piccola piccola, che all’uscita di scuola correva sul marciapiede gridando “evvivaaaa!!!… sono fuori la scuolaaa!!!….”. Che cosa tragica, ho pensato. I salti di gioia perché sei uscita da scuola quando hai sei anni, no, dai, quelli non si possono proprio vedere.

Ps
Il murale è di Banksy (Venezia, 2019)

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Matemitica

gelsomino-sambacIl gelsomino sambac mi regala il numero 2. Vabbé, insegno matematica.  So bene che quello è l’unico caso di un numero primo che è anche un numero pari. Che, da lì all’infinito, altri non ce ne sono. Davanti a quei fiori però mi viene un pensiero. A guardare bene il numero 2 mica è un numero. È una speranza. Diciamo pure che è fiducia, attesa, sogno, abbaglio, troppe volte illusione. Ecco cos’è.

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Ingenuità

gazometroEro in cima a un palazzo dopo essere salito per una scala stretta e bisognava portarsi da soli i piatti scelti per la cena. Inaspettatamente poi lassù trovavi una terrazza che sembrava di stare nella scena di un film, di quelli che quando li vedi ti viene da pensare che a te non è mai capitato. Invece sì. Era il mio compleanno. Era tutto vero. Almeno così credevo.

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Se

Giant-Hand-(Simon-O’Rourke,-Galles)Se oggi consentiamo che un’emergenza legittimi l’attuazione di provvedimenti autoritari, domani per eseguire un provvedimento autoritario basterà creare un’emergenza.

ps
La scultura in copertina è di Simon O’Rourke (Giant Hand, 2011, Lake Vyrnwy, Galles)

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Panzane e ministri

Patrizio-BianchiPatrizio Bianchi, ennesimo ministro dell’Istruzione senza vocazione, lo aveva detto chiaramente. “L’impegno che ci siamo presi è quello di ripartire con tutti i docenti designati dal Ministero al loro posto: questo impegno sarà realizzato per la prima volta nella storia della Repubblica”. Domani ricomincia la scuola. Peccato che ovunque in Italia manchino ancora un sacco di nomine. Tra insegnanti, personale di segreteria e bidelli è un assordante esercito di assenti. Continua a leggere

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