L’ultimo fiore

tibouchinaUna volta le mie battaglie erano dentro la scuola. Erano confronti che riguardavano la sostanza del mio lavoro. Davanti a tutto anteponevo l’interesse dei bambini e la difesa degli unici modelli pedagogici che ritenevo possibili. Non mi intimidivano i provvedimenti disciplinari quando arrivavano a ribadire la tracotanza di un sistema che a mio giudizio faceva rotolare la scuola per una scarpata di scemenze, così da farle rinnegare il proprio compito formativo.

Adesso non è più così. Ora le controversie iniziano fuori la scuola e non hanno nulla  a che fare con la pedagogia, con la didattica, con il contributo che ciascun docente dovrebbe apportare alla crescita dei propri studenti. Perché adesso prima di tutto a scuola bisogna riuscire a entrarci. E le discussioni riguardano temi molto più generali come la libertà personale, il rispetto degli equilibri costituzionali, il rifiuto di grotteschi ricatti sociali e le disgustose furbizie di chi ha interesse ad alimentare tensioni tra i cittadini e reiterare stati di emergenza uno dietro l’altro come se niente fosse.

Non sono un no vax. Così mi indigna sentire che chiunque non abbia il vaccino sia un sedizioso, un sovversivo, un untore, un egoista senza senso civico, perfino un assassino (le parole di Draghi non vaccinarsi è un appello a morire e a far morire ancora rimbombano per la loro violenza e assurdità).

Sono tre mesi che faccio un tampone da 13 o 15 euro (a seconda della farmacia) ogni 48 ore, che entro a scuola solo dopo quel tampone, però mi tocca sentire che adesso lo shopping e i cenoni del Natale sarebbero a rischio per colpa di persone come me.

Il bello è che le tante idiozie che sento, l’invito alla discriminazione e alla diffidenza, le bugie, le minacce, i toni irragionevoli da guerra di religione, vengono proprio da chi dovrebbe convincermi della bontà di questo vaccino. E le arzigogolate illogicità di un sistema che in molti casi appare contraddittorio nelle misure che prende?

Ora tirate fuori il super green pass. Spiegate che la scuola sarebbe a rischio di altre chiusure. E che in un Istituto con 150 docenti, il pericolo verrebbe da quei 4 insegnanti che verificano il proprio stato di salute ogni 48 ore. Ma perché, dopo aver gridato allo scandalo per le classi pollaio nelle quali sono costretti a vivere studenti e insegnanti, se avete tanto a cuore la sicurezza degli italiani, in ogni ordine di scuola non avete scelto di diminuire anche solo di qualche unità la formazione delle nuove prime? Io lo so il perché. Allora non venitemi a fare la morale.

La Tibouchina urvilleana che ho piantato in giardino, accanto all’amaca sulla quale mia figlia ha passato l’estate, mi ha regalato l’ultimo fiore prima dell’inverno. Speriamo non sia un presagio.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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6 risposte a L’ultimo fiore

  1. Popeyone ha detto:

    Quanto coraggio nelle tue parole… dopotutto sei sempre stato un tipo coraggioso, io non lo sono altrettanto, quindi non avrei mai potuto seguire la tua via: piuttosto che piantare un fiore viola (colore funesto), ne avrei piantato uno rosso, arancione, rosa, giallo, magari un’echinacea, scudo naturale contro ogni infezione… dentro e fuori la scuola.

  2. laura ha detto:

    Mi piace molto questa foto, ha uno stile un po’ sudamericano, tipo realismo magico. Il fiore in primo piano lo conosco… in Brasile viene chiamato flor da quaresma e fiorisce tutto l’anno, qui invece teme il freddo dell’inverno perciò smette di fiorire e perde le foglie. In sé non è una cosa negativa, anzi… le  piante sono più sagge di noi.

  3. laura ha detto:

    In Brasile ti capita di vedere per strada bambini o ragazzi con strane deformità che qui non vedresti mai, perché l’antipolio ha fatto il suo lavoro. Parlare di obbligatorietà o meno lì suona quasi come un insulto, perché la scelta è tra accessibilità alle cure o no.
    E questo discorso dovrebbe essere sempre ben chiaro anche a noi, per non perdere di vista il senso più ampio della situazione che stiamo vivendo.
    Detto questo credo che sia assurdo e ridicolo prendersela con una ristrettissima parte di insegnanti non vaccinati… ma si sa, la scuola è uno dei teatrini preferiti per la propaganda politica… poi che questa propaganda sia falsa e superficiale poco importa.
    Dopo anni e anni di smantellamento della sanità pubblica ci tocca sentire che per colpa dei no vax stiamo cannibalizzando gli ospedali. Oppure che per un insegnante non vaccinato può andare in quarantena un’intera classe, come se gli alunni fossero tutti vaccinati… i più piccoli non lo sono e il numero di alunni nelle classi non è  cambiato. Comunque è tutta colpa dei no vax, questo è il mantra del momento.

    • RP McMurphy ha detto:

      Già. E intanto mi chiedo che senso abbia correre alla terza dose, e poi alla quarta e alla quinta, se la maggioranza del pianeta non ha neanche la prima. Costruiremo delle enormi campane di vetro all’interno delle quali blindare il mondo occidentale?

      • popeyone ha detto:

        Me lo auguro e spero che presto comincino tali costruzioni, affinché si smetta di insozzare gli altri, con il nostro cattivo esempio.

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