I bambini e le regole (parte prima)

linusQuarant’anni fa in estate capitava di ritrovarsi a giocare nella casa in montagna di Tullio e Francesca. Quella splendida villa, sempre affollata di bambini, aveva una particolarità: del tutto priva di recinzione, era meravigliosamente circondata da prati e boschi senza interruzione di continuità. Ma questo condizionava le nostre attività. L’incapacità di comprendere dove fossero i confini di quella proprietà ci intimoriva al punto che alla fine rimanevamo a giocare sempre intorno all’edificio. Continua a leggere

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La scuola accattona

contributo-delle-famiglieLa scuola chiede soldi. Per l’innovazione tecnologica, l’ampliamento dell’offerta formativa e l’edilizia scolastica. C’è scritto così sulla lettera consegnata alle famiglie. Che poi sarebbe come se un ospedale pubblico pregasse i ricoverati che volessero essere curati meglio di portarsi dietro un po’ di contanti per l’elettrocardiogramma o per riparare le crepe sul soffitto. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 26 gennaio – Mario Francese e Gian Giacomo Ciaccio Montalto

Francese-e-Ciaccio-Montalto-Mario Francese e Gian Giacomo Ciaccio Montalto sono stati uccisi entrambi dalla mafia. Il primo a Palermo il 26 gennaio 1979, il secondo a Valderice (Trapani) il 26 gennaio 1983. Il primo giornalista, il secondo magistrato. Ma ciò che li unisce davvero è l’esempio che hanno lasciato. Un esempio di coraggio e onestà intellettuale.

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L’alfabeto delle emozioni

mesaEsiste un alfabeto e una grammatica delle emozioni e una scuola (la scuola elementare più colpevolmente di tutte) che in generale fa finta di niente e poco se ne interessa. Rimane un mistero allora come si possa crescere e maturare, se in quello che dovrebbe essere il loro cammino di formazione i bambini e i ragazzi incontrano una scuola distratta che non pensa al loro mondo interiore. Continua a leggere

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A chi

chito-stencilA chi non si decide
A chi china lo sguardo
A chi rimanda
A chi vorrebbe dire ti amo e non ci riesce
A chi non ha ancora perdonato
A chi non chiama
A chi non risponde
A chi non abbassa la voce
A chi invece la voce non la alza mai
A chi dorme, sonnecchia, chiude gli occhi
A chi non è mai colpa sua
A tutti noi

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Senza parole

lucille clercCredo che quest’immagine sia molto più esplicativa delle tante parole che potremmo spendere intorno alla strage di Charlie Hebdo. E che, più in generale, esprima perfettamente l’impossibilità di soffocare, da parte di chiunque, la forza indomita di un pensiero libero, puro e incorruttibile, quando diviene l’esempio a cui ispirarsi. L’illustrazione, apparsa sul profilo Instagram attribuito a Banksy è (molto probabilmente) di Lucille Clerc.

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Calendario degli eroi: 4 gennaio – Accursio Miraglia

Accursio_MiragliaAccursio Miraglia viene ucciso a Sciacca il 4 gennaio 1947. Per Cosa Nostra è un pericolo. È infatti un uomo che non si piega alle logiche mafiose. Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio, ecco quello che amava ripetere, parafrasando una frase del romanzo di Ernest Hemingway Per chi suona la campana.

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Per Babbo Natale

Cappello-Babbo-NataleAi primi posti tra i regali che non vorrei mai vedere nelle mani di mia figlia ci sono i tablet per bambini e poi quegli animaletti che ti seguono, abbaiano, miagolano, si siedono e aspettano le coccole. La distanza di sicurezza che dovrebbe esserci tra i bambini e il digitale sarà argomento di un prossimo post. I finti cagnolini abbaianti no. Ne parlo adesso. Mentre aspetto che la macchina esca dall’autolavaggio. Continua a leggere

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Educazione alla monotonia

plotoneUna volta mi chiedevo come mai la fantasia e l’idea di saper disegnare sparisca rapidamente nei bambini man mano che questi crescono. Poi ho capito (I bambini e il disegno. Una riflessione in tre parti). È colpa nostra. Gli adulti sono troppo spesso esempi scoraggianti. Incapaci di stimolare il piacere creativo, finiscono per spingere alla noia. Un esempio? Questa lunga fila di Babbi Natale in fotocopia. Praticamente un plotone di esecuzione.

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Calendario degli eroi: 8 dicembre – Azucena Villaflor, Maria Ponce, Esther Ballestrino, Léonie Duquet, Alice Domón

madresBuenos Aires 8 dicembre 1977. Le cinque donne vengono sequestrate dalla dittatura argentina, segregate, torturate per giorni, e poi uccise. Azucena, Maria ed Esther sono tra le prime madres a marciare in Plaza de Mayo. Léonie e Alice sono due suore francesi coerenti con la propria missione. 30.000 argentini spariranno nelle pieghe di una della pagine più buie della storia contemporanea. E saranno soprattutto le donne le luci a restare accese.

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