Tag Archives: bambini

La scomparsa dell’infanzia. Una riflessione in tre parti – Parte seconda

Alla fine ha vinto James Brooke. Il rajah bianco di Sarawak, esemplare archetipo di cattivo per tutta la generazione di bambini che andava alle elementari alla fine degli anni ’70, si è preso la sua rivincita. Sandokan è stato sconfitto. … Continua a leggere →

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La scomparsa dell’infanzia. Una riflessione in tre parti – Parte prima

I talent show con i bambini non li sopporto. Ma tra tutti, i più sconcertanti mi sembrano quelli canori. Perché una trasmissione in cui un bambino canta con movenze e ammiccamenti da adulto le canzoni degli adulti mi fa ribrezzo. … Continua a leggere →

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La Shoah e i bambini di 6 anni

Si può parlare di Shoah a una classe di bambini di 6 anni? Penso di sì. Non fosse altro perché vale sempre la pena provare a raccontare il pianeta che è toccato loro in sorte e perché non si può … Continua a leggere →

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Quale poesia

Natale. Da bambino arrivava sempre il momento di recitare, al cospetto di una tavolata silenziosa di parenti, la poesia imparata a scuola per l’occasione. Ogni bambino della famiglia aveva il suo attimo di gloria, o di terrore, a seconda della … Continua a leggere →

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I bambini e il disegno. Una riflessione in tre parti – Parte terza

Sarei capace di disegnare una figura femminile così delicata o una papera così altezzosa? In pochi tratti riuscirei mai a trovare il senso ancestrale di un’imbarcazione, così essenziale ed equilibrata? Sarei in grado di cogliere in pieno la natura placida … Continua a leggere →

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I bambini e il disegno. Una riflessione in tre parti – Parte seconda

Ecco cosa c’era scritto sulla mia pagella. Ero un bambino che non sapeva disegnare. Non solo. Non sarei mai stato capace di farlo, questo era il senso. La cattiveria di questo giudizio che, chissà perché, andava a cercare il pelo … Continua a leggere →

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I bambini e il disegno. Una riflessione in tre parti – Parte prima

Ogni qual volta una maestra (prendiamo come esempio una maestra supplente che non vede l’ora di tornare a casa) entra in classe e dice bambini fate un disegno, con l’aria di chi, come in un armistizio, farà questa concessione solo … Continua a leggere →

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La scuola di Summerhill

Il pomeriggio è dedicato all’incontro con i genitori. Si parla di tutto. Ci si conosce. In fondo abbiamo un obiettivo comune. Siamo comunque tutti impegnati nella più miracolosa delle imprese. Far crescere questi bambini. Prepararli alla vita, quella vita che … Continua a leggere →

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Parole parole, soltanto parole. Ovvero: caramelle non ne voglio più. Io preferisco le frittelle

Le parole che meritano di esistere sono soltanto quelle migliori del silenzio. Lo scrive Eduardo Galeano. Allora quando mia figlia, osservando l’oblò della lavatrice, mi dice che la camicia frilla, corro per casa ripetendo impazzito il suo neologismo come un … Continua a leggere →

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Sarà un segno?

La scuola crolla. Senti il vuoto intorno. Il vuoto delle istituzioni, dei colleghi, del tuo dirigente. Un deserto abitato da ipocrisia, bugie, chiacchiere inutili. È il tuo primo giorno di scuola. Riparti da una prima elementare. I bambini che hai … Continua a leggere →

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