La scuola di Summerhill

la scuola di summerhillIl pomeriggio è dedicato all’incontro con i genitori. Si parla di tutto. Ci si conosce. In fondo abbiamo un obiettivo comune. Siamo comunque tutti impegnati nella più miracolosa delle imprese. Far crescere questi bambini. Prepararli alla vita, quella vita che li vedrà muoversi come singoli e al tempo stesso come parti di una collettività. Provo a raccontare qualcosa sulla mia idea di scuola elementare. E penso a quanto siamo lontani da Summerhill.

La scuola di Summerhill è uno dei tanti progetti educativi nati da qualche parte nel mondo. La maggior parte di questi è stata una meteora nell’universo della pedagogia alternativa, non è sopravvissuta al suo fondatore, ha avuto la breve vita che ha ogni fugace entusiasmo, prima di scomparire. Summerhill no. L’idea di Alexander S. Neill nasce nel 1921, ma vive ancora. A Leiston, nel Suffolk, non troppo lontano da Londra.

Il modello educativo proposto dalla scuola di Summerhill ha bisogno di alcuni presupposti (i bambini, per esempio, vivono a scuola), ma funziona davvero. Concetti astratti quali libertà, democrazia e autodeterminazione si fanno tangibili. Sono abolite autorità e coercizione. I bambini ogni giorno scelgono liberamente se frequentare un laboratorio, andare in classe, o in giardino a giocare. Non esistono voti o classifiche. Ogni decisione che riguarda la vita del gruppo (come anche un’eventuale sanzione) va discussa in assemblea e viene presa collegialmente. Il voto di un bambino vale quanto quello di un adulto. Potrebbe sembrare una bella utopia. E invece…

Parlo con i genitori dei loro piccoli bambini, delle prime conquiste, delle birichinate, delle fatiche, dei sorrisi. Siamo lontani dai giardini e dall’atmosfera rarefatta di Summerhill, ma faremo tutti del nostro meglio. Nella speranza che possa accadere. Vederli crescere e formarsi realmente liberi di essere se stessi, soltanto se stessi. Indifferenti alle lusinghe di chi li volesse diversi, soprattutto perché Il nostro sistema deve produrre individui standardizzati, facilmente influenzabili e dai desideri agevolmente prevedibili. Il nostro sistema ha bisogno di individui che credano di essere liberi e indipendenti, ma che, ciò nonostante, si comportino così come ci si aspetta da loro (Alexander S. Neill, I ragazzi felici di Summerhill. L’esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo, red edizioni, Novara 1990, pag 9).

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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Una risposta a La scuola di Summerhill

  1. Francesca ha detto:

    Il voto di un bambino vale quanto quello di un adulto? Che bello… Forse basterebbe questo per capire molto della pedagogia di Neill.

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