Roccapipirozzi e un pensiero sulla scuola

Io e Maira siamo stati in Molise. Abbiamo dormito in una casa costruita sugli alberi e da lì ci siamo mossi ogni giorno per le nostre escursioni tra boschi e laghi di una terra meravigliosa. Il Molise è stato una scoperta. Natura incontaminata e paesini fermi nel tempo abitati da gente accogliente e qualche angelo inaspettato. Uno l’abbiamo incontrato a Roccapipirozzi. Quando le risate sul nome hanno fatto presto a svanire.

È successo che lì il navigatore ci ha fatto uno scherzo. Fiduciosi abbiamo superato una piccola piazza seguiti dagli occhi sorpresi di un gruppo di anziani. Poi abbiamo continuato per una stradina tortuosa che, più andavamo avanti, più si stringeva misteriosamente, costringendoci perfino a chiudere gli specchietti retrovisori e condannandoci alla speranza di un improvviso allargamento che non arrivava mai. Impossibilitati ormai a qualsiasi eventualità di tornare in retromarcia, procedendo con estrema lentezza e difficoltà, dopo aver graffiato anche i fianchi della macchina sulle pareti di roccia che avevano preso ad accompagnarci, alla fine ci siamo dovuti fermare. Davanti a noi quella stradina continuava con un percorso in discesa di scale di pietra. E adesso? Adesso come faccio a uscire da qui?

Scendo a fatica dalla macchina e inizio a immaginare tutti gli epiloghi più tragici possibili, senza prendere in considerazione che l’unica chance di salvezza è un’altra. L’intervento del soprannaturale. Un angelo, nelle sembianze di un signore anziano, uno di quelli visti poco prima seduti nella piazzetta che avevamo oltrepassato, si materializza per incanto. Commenta l’assurdità di quello che avevamo fatto. Poi mi chiede il permesso di mettersi lui al volante, cosa che naturalmente concedo all’istante.

L’uomo fa una manovra impossibile, a ritroso, senza neanche l’ausilio degli specchietti retrovisori, fino a disincastrare la macchina da quell’imbuto irreale. Non so come abbia fatto. Mi confesserà poi di non essere neanche un abitante di Roccapipirozzi. Gli angeli probabilmente non hanno un indirizzo di residenza.

Scendendo ormai tranquilli dalle pendici del monte Cesima, mi viene un pensiero. Anche la scuola italiana sta camminando da anni per una strada che si stringe sempre di più. Che la rende sempre meno adeguata alle esigenze dei suoi ragazzi. Anche la scuola italiana segue le indicazioni sbagliate di un navigatore che la portano a perdersi. Ci vorrebbe qualcuno che sappia prendere il volante e sia capace di disincastrarla. Poi mi dico di no. Per la scuola non c’è bisogno di un angelo. È un lavoro che bisognerebbe avere il coraggio di fare tutti insieme.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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4 risposte a Roccapipirozzi e un pensiero sulla scuola

  1. Lucien ha detto:

    Che esperienza surreale! E’ vero, la scuola si è frantumata in tante diramazioni fino a perdersi. Un’opera di demolizione iniziata con la Moratti, proseguita con Gelmini e l’Invalsi e tutti gli altri. Troppo facile ora infamare la povera Azzolina alle prese con la scalata dell’Everest a mani nude. Sicuramente ha preso qualche forata, ma se penso a chi l’ha preceduta (governi e ministri).

    • RP McMurphy ha detto:

      Ciao Lucien, in verità l’opera di demolizione è cominciata con Luigi Berlinguer, ma concordo con quanto dici. Alla Azzolina è capitato il momento più difficile che la scuola italiana abbia attraversato dal dopoguerra a oggi. I Ministri che l’hanno preceduta si sarebbero tutti ugualmente coperti di ridicolo.

  2. Chinasky ha detto:

    Io però’ mi soffermerei anche sul fatto che hai distrutto una macchina!!! 😂😂😂😂

  3. S. Ritne ha detto:

    Secondo me l’autista che ti liberò la macchina era un vecchio corridore stuntman

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