Calendario degli eroi: 1 dicembre – Rosa Parks (Claudette Colvin)

1 dicembre 1955, Montgomery (Alabama). Rosa Parks torna a casa in autobus. L’autobus è pieno e lei è seduta nel settore accessibile sia ai bianchi che ai neri, ma con l’obbligo per i neri di cedere il posto se fosse salito un bianco. Quando l’autista le chiede di alzarsi per far sedere un passeggero bianco, lei si rifiuta. Rosa Parks viene arrestata. Licenziata dal grande magazzino dove lavorava, deve trasferirsi a Detroit.

Quel gesto rappresentò un momento chiave nella lotta per i diritti civili da parte della popolazione afroamericana. Per 381 giorni la popolazione nera di Montgomery si rifiutò di prendere gli autobus e si organizzò autonomamente ricorrendo a macchine private. Il boicottaggio ebbe grande risonanza in tutti gli Stati Uniti. Fu la prima grande manifestazione non violenta in opposizione alla segregazione razziale. Senza i normali ricavi l’azienda dei trasporti fu messa in ginocchio. La Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la separazione tra bianchi e neri sui mezzi pubblici.

È doveroso ricordare che prima della grande risonanza mediatica ottenuta da Rosa Parks, nella stessa Montgomery nove mesi prima una giovane ragazza nera di 15 anni, Claudette Colvin, era già stata arrestata e condannata per essersi rifiutata di lasciare il posto sull’autobus a una donna bianca. E che la stessa sorte, dopo Claudette Colvin, sempre a Montgomery, avevano subito anche Aurelia Browder, Susie McDonald, Mary Louise Smith e Jeanette Reese. Tutte donne. Tutte coraggiose testimonianze in opposizione alla politica segregazionista che trovava espressione perfino tra i sedili dei mezzi di trasporto.

p.s.
I risultati ottenuti dal movimento dei diritti civili dopo il caso di Rosa Parks furono soltanto un primo passo. Bisognerà aspettare il Voting Rights Act del 1965 perché venisse sancito il diritto di voto per tutti i cittadini americani, senza più differenze di pelle. Ancora nel 1968 si rendeva necessaria la celebre protesta contro le discriminazioni razziali da parte di Tommie Smith e John Carlos alle olimpiadi di Città del Messico. E oggi? Quel 1 dicembre 1955 sembra lontano, ma sappiamo bene quanto si sia ancora in cammino.

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