La magia dello zero

Srotolo un lungo foglio di carta e lo attacco sulla parete. Ci servirà per scrivere i numeri in sequenza. Ben visibili. Non soltanto i numeri naturali. I bambini quando si divertono con l’ascensore che ho costruito anni fa capiscono bene che si può scendere più giù del piano terra. Ci sono anche i garage e le cantine. Scopriamo così i numeri relativi. Scrivo intanto l’1, il 2, il 3 e il 4.

A questo punto mi fermo. Chiedo ai bambini cosa potrei mettere nella finestra vuota, prima di quella occupata dal numero 1. Qualcuno suggerisce di farci un disegno, qualcun altro di attaccarci una nostra foto. Poi arriva l’intuizione. Lo zero. Lo zero lo scriviamo in rosso. Lo zero è un numero magico, spiego ai bambini. Lo zero quando sta da solo si sente inutile, pensa di non valere niente. Però se si avvicina agli altri numeri è capace di farli crescere e diventare perfino più importanti. Allora tutti lo ringraziano.

Credo che i bambini capiscano cosa voglio dire. So che qualcuno di loro si sente come lo zero. Spero che possa iniziare a trovare un po’ di fiducia in se stesso e pensare che a stare tutti insieme succedono magie.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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4 risposte a La magia dello zero

  1. nonnalaura ha detto:

    che nostalgia Maestro delle tue lezioni creative! In prima ti conoscevo appena appena e quindi non ti seguivo, lo farò ora con la nuova classe! Alcune tappe future le aspetto con ansia 🙂 Ma i nuovi bambini saranno già diversi da quelli di 5 anni fa? Lo so, lo so che i bambini di tutto il mondo sono sempre uguali a tutti i bambini ma sicuramente gli eventi storici e sociali cambiano qualcosa anche in loro. Mi piacerà sapere cosa ne pensi via via.che li conoscerai. Per ora il magico numero zero ha stupito anche loro, aspetto i seguiti…

    • RP McMurphy ha detto:

      ciao nonnalaura. Quello che posso dire è che ogni classe ha una sua specificità. Una sua vita, un suo battito, un suo respiro, un suo modo di essere. Qualcosa che non può ripetersi perché è il risultato di tanti fattori e ingredienti diversi. Il nuovo gruppo classe è ancora appena un aggregato di energie distinte. Ci vuole un po’ prima di sentirci e scoprirci gruppo. Ti terrò aggiornata.

  2. Ubudafnr ha detto:

    Questo l’ho dato a mia figlia, in un momento di crisi da inizio prima elementare. Ha sorriso… Grazie

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