Se perdiamo di vista le persone

Se perdiamo di vista le persone finiremo per perderci in un deserto di allucinazioni. Se non guardiamo le persone negli occhi non vivremo che esistenze inutili. Potremo riempirle di quello che ci va, ma niente servirà a fare di noi qualcosa di diverso da una semplice impostura infilata nel buio. Quando si cammina nel bosco guardare significa dimenticare la fretta e perfino noi stessi. Godere del viaggio non pensando alla destinazione.

La scuola italiana, questo l’ho già scritto in altre occasioni, sta perdendo di vista i suoi alunni. E a furia di fissarsi con un metodo che testa esclusivamente competenze asfittiche che nulla raccontano sulla crescita umana della persona che ha davanti, nella sua diversità e specificità, diventa un misurificio dove parole e concetti mutuati dal mondo economico salgono sulle cattedre e riempiono di carte inutili il tempo e il lavoro degli insegnanti. Nel mondo economico, si sa, un consumatore non ha un nome e un cognome, gli occhi verdi, o un ginocchio sbucciato. È infilato in una massa che si muove come un banco di sardine. Che se le sardine avessero un percorso personale, poi non sarebbe possibile pescarle tutte con la medesima rete.

Se la direzione è la spersonalizzazione dell’altro, ridotto a pesetto di piombo da mettere sulla bilancia, succede che il malanno funzioni bene in tutti e due i versi. Non sono più soltanto gli alunni a non avere più un volto e una storia personale. Succede anche agli insegnanti. D’altra parte un somministratore di test o un misuratore di competenze può essere sostituito da una macchina, e una macchina mica ha il mal di testa o gli occhiali da miope.

Un docente si assenta da scuola per un viaggio oltreoceano che lo conduce verso l’incontro con la bambina che riporterà a casa come figlia adottiva. Dopo un po’ qualche genitore mugugna. E quanto tempo ci vuole? E chi ci pensa adesso alle equivalenze?

Una docente si assenta per assistere il marito in quelli che probabilmente saranno gli ultimi chilometri di vita insieme. Qualche genitore si allarma. Gli alunni restano indietro nell’analisi logica.

Una docente per un’operazione fissata d’urgenza è costretta a saltare gli ultimi quindici giorni di scuola. Qualche genitore obietta. E adesso mio figlio, con 8 voti gravemente insufficienti sul registro, come fa a recuperare?

Ecco. Altro che camminare nel bosco. Stiamo perdendo di vista le persone. E l’unica cosa che fa dell’uomo qualcosa di magico: la relazione. Così sprofondiamo nel buio.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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Una risposta a Se perdiamo di vista le persone

  1. nonnalaura ha detto:

    Immagino di capire a cosa ti riferisci. Un abbraccio ❤

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