Ancora sul liceo breve. Ovvero la scuola spiegata al mio barista (parte quinta)

Lo sapevo. Questa storia della scuola che si accorcia di un anno è arrivata al bar, dove tutti parlano di tutto, ma sempre con la spiccata propensione a enunciare sentenze inappellabili. Poco importa se le conclusioni partono da postulati tutti da verificare. Il sentito dire basta e avanza per ricamarci sopra teorie definitive che raramente accettano repliche. Questa volta però entro nel bar che è pomeriggio. Fa una bella differenza.

Dunque sentiamo, replico al solone di turno che ha introdotto la sua arringa a favore della scuola più breve dicendo che in tutta Europa si fa così. E lei questa notizia dove l’ha letta? Il solone in questione si aggiusta la tonaca ancora indeciso se la mia domanda sia semplice curiosità o segni piuttosto l’inizio di una contesa. Ma lo dicono tutti i giornali! Veramente, replico, basterebbe fare una ricerca per capire che non è così. Comunque mi permetta. Dati pure come fonti attendibili, capaci di analisi pedagogiche approfondite, i giornali che ha letto, non le sembra che la questione lo fanno gli altri ci mandi un po’ fuori tema? Qui la discussione, continuo, dovrebbe essere se il liceo breve fa bene alla preparazione, alla formazione e alla crescita dei nostri ragazzi oppure no. La scelta va fatta sulla base di questa riflessione e non su quello che succede altrove. Forse che noi non siamo capaci di ragionarci su e per questo dobbiamo scopiazzare le decisioni di altri?

Non è proprio la scuola il luogo dove si dice sempre di non copiare? Se l’immagina lei se l’Inghilterra avesse abdicato alla propria idea democratica solo perché quasi tutta l’Europa era sotto la bandiera nazista? E se oggi negli Stati Uniti 37 Stati sono per la pena di morte e 13 l’hanno abolita, questo significa che in America la pena di morte è giusta? Mettersi a guardare quello che fanno gli altri non sposta la prospettiva orientando la discussione su falsi argomenti?

L’esperto di scuola adesso cerca negli sguardi di altri il sostegno di cui sente il bisogno, e forse questa volta rimpiange di essersi spinto in territori troppo lontani dalla dissertazione sulla difesa a zona della Roma o sulla mancata concessione di un rigore. Ma così i ragazzi entrano prima nel mondo del lavoro, prova a obiettare. Già, gli rispondo. Ci entrano prima e con la testa ancora più vuota. Non le sembra pericoloso? Risparmio al solone de’ noantri teorie economiche e pillole di neoliberismo. Alla fine annoiano anche me. Scusi ma lei che macchina ha? Lui mi guarda sorpreso per questo cambio di programma. Una Audi A8, risponde con un filo di compiacimento, come se questo bastasse a rimettere tutte le cose a posto. Ecco, lei la sua Audi A8 la farebbe guidare a un ragazzo di 17 anni?

p.s.
L’immagine in copertina è, ancora una volta, tratta dal film The Wall (Alan Parker, 1982), trasposizione cinematografica dell’omonimo concept album dei Pink Floyd

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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4 risposte a Ancora sul liceo breve. Ovvero la scuola spiegata al mio barista (parte quinta)

  1. nonnalaura ha detto:

    Bentornato Chito. Sai qual è la conseguenza della scuola raccorciata? Che ti toccherà fare lavoro doppio con i bambini, visto che gli sottrarranno un anno di istruzione. Scherzo naturalmente, i tuoi tempi con loro sono perfetti, il lavoro sarà doppio per genitori che vorranno integrare, per i datori di lavoro che dovranno insegnare, per tutti quelli che si prenderanno a cuore la crescita e l’istruzione dei ragazzi.
    Un tempo ero più rispettosa delle opinioni altrui, le ascoltavo, mi confrontavo. Ora, in vecchiaia, ho cambiato atteggiamento, non ho più tempo di ascoltare le idiozie. Conclusione è che mi lascio dietro gli idioti facendoli sommergere dal loro guano. Il linguaggio educato rende l’idea di quello più volgare?
    A presto Grande Maestro, spero

  2. RP McMurphy ha detto:

    ciao nonnalaura
    felice di ritrovarti
    datori di lavori che vorranno insegnare? Hai una visione ottimistica. Io credo piuttosto che nella stragrande maggioranza dei casi i datori di lavoro godranno dell’ignoranza e della mancata formazione e crescita personale della futura classe di lavoratori. Questo è proprio uno dei nodi della questione.
    Anche su quelli che tu definisci idioti avrei da ridire. Tra loro ci sono menti abilissime. Sul piatto c’è la costruzione della società di domani secondo le necessità del sistema economico dominante.

  3. lezzy ha detto:

    hola,

    …il classico esperto, della TV; in fondo è così che ragiona la stragrande maggioranza del gregge,no? Siii, ti capisco
    Piacevole lettura, davvero…, nel “visualizzarla” leggendola mi ha riportato a scene vissute in prima persona in situazioni analoghe…
    ” Non è proprio la scuola il luogo dove si dice sempre di non copiare? ”
    ..già, e non solo di non copiare !! 🙄
    Concedimi una considerazione ; a ripensarci bene, in svariati casi è proprio la scuola il luogo dove si insegnano le primissime bugie (anche se piccole) storico-scientifiche… , e non certo per causa dei docenti di oggi; va considerato che sono stati a loro volta vittime delle stesse piccole bugie… Insomma, non se ne esce fuori da questo “loop” senza mai un reset. ufffff
    1salutodaislabonita
    …stasera qui c è una volta stellata da 😯

  4. RP McMurphy ha detto:

    goditi quella volta stellata uomo mascherato
    prima che alzare gli occhi al cielo, meravigliarsi e fantasticare siano considerati comportamenti illeciti da sanzionare

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