We all need no education

L’ultima iattura che si è abbattuta sulla scuola è la contrazione del liceo e dell’istituto tecnico che passano da cinque a quattro anni. La sperimentazione parte subito in alcuni Istituti. La pensata della ministra Fedeli è di quelle geniali. Criminale, ma geniale. In un colpo solo si risparmiano 1 miliardo e 380 milioni (secondo quanto pubblicato dal Sole 24 Ore) e si abbassa ulteriormente lo standard culturale delle prossime generazioni.

Ancora una volta il neoliberismo, sistema economico che taglia risorse nel comparto pubblico, ha bisogno di consumatori diligenti, masse suggestionabili e non teste pensanti, segna un punto a proprio favore. Del resto la cultura è l’unica strada possibile per la libertà, l’affrancamento, il pensiero critico. Non va certo a braccetto con la sottomissione e la dipendenza. Allora abbasso la cultura.

La Fedeli assicura che il titolo di studio, che si tratti di un percorso di quattro o di cinque anni, avrà identico valore. Del tutto uguali saranno le discipline, gli apprendimenti e le competenze da raggiungere. Perché metterci cinque anni se possiamo farlo in quattro? Dall’Istituto Carlo Anti di Verona, tra i primi in questa corsa dissennata verso lo sfacelo totale della scuola italiana, ci arrivano in questo senso precise rassicurazioni: “La riduzione di un anno di studio si realizza attraverso una didattica innovativa che si avvale di piattaforme di e-learning, tutoraggio a distanza, utilizzando anche metodologie di flip teaching e debate“. Evviva.

Ma guarda un po’, ho pensato. Quei visionari dei Pink Floyd in un certo senso avevano raccontato una storia come questa quasi quarant’anni fa. Ma facevano uso di droghe pesanti e Syd Barrett è finito pure in manicomio.

Lontani come siamo dal 1979 e dall’album magico di The Wall la verità che possiamo raccontare ora è che la scuola italiana sacrifica consapevolmente sull’altare della velocità il proprio ufficio di luogo deputato alla relazione, alla scoperta, alla riflessione, all’inquietudine e all’emancipazione. Tutti aspetti che prevedono il sapore e il gusto dell’attesa. Ma indugiare non si può. Bisogna correre. Che poi sarebbe come vedere un film di Kurosawa pigiando sul telecomando il tasto della doppia velocità. Si guadagna tempo e probabilmente la storia alla fine si capisce lo stesso. Al diavolo la poesia.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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10 risposte a We all need no education

  1. ivan ha detto:

    Pezzo di esemplare lucidità. Il nulla della “didattica digitale” (ma non dimentichiamoci il CLIL, il “pensiero computazionale”, l'”alternanza scuola-lavoro” e la “didattica laboratoriale”!) per giustificare l’amputazione brutale di un anno di studi, con relativi risparmi. Ma quale il senso dell’amputazione (risparmi a parte) nel momento in cui si afferma che la nostra è la “società della conoscenza” (Fedeli dixit)? O forse sono puri slogan in neolingua orwelliana, che presuppongono l’idiozia totale di chi ascolta? Ma quale altro Paese d’Europa riduce la durata dei tempi di istruzione dei propri cittadini? Una società civile, se fosse tale per davvero e non solo di nome, dovrebbe insorgere indignata di fronte a progetti tanto impresentabili e ingiustificabili.
    Ad ogni modo, complimenti a McMurphy per essere riuscito a dire con tanta efficacia e brevità quel che a me ha richiesto una quindicina di pagine! (volendo: http://www.edscuola.eu/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/SUPERIORI-QUADRIENNALI.pdf)

  2. RP McMurphy ha detto:

    le pagine di cui parli sono una fatica di cui ti ringrazio, Ivan. Meritano davvero la lettura…

  3. lezzy ha detto:

    …fufù,
    e non solo i brani dei pink floyd !
    Se Ivan è persona ignifuga, vorrei suggerire una + ampia veduta di cio che sta succedendo su:
    ” Ma quale altro Paese d’Europa riduce la durata dei tempi di istruzione dei propri cittadini?”
    Tutti; voglio dire, per adesso è tutta l’europa a dover seguire le nuove direttive dell’ U.N. pubblicate nell’ Agenda 21- Education for Sustainable Development for 21° century… , poi immagino dovranno ubbidire tutti tutti. (come hanno fatto 150 e + paesi con il trattato per interdire l’accesso in Antartide) .
    Nice to meet you Ivan and welcome to n.w.o. (anche se somministrato un pochino alla volta)
    Ecco un estratto dall ag.21 di come “essi” interpretano lo sviluppo sostenibile

    Il puzzle è leggermente più grande di ciò che crediamo

  4. ivan ha detto:

    Ciao lezzy, interessante il tuo spunto di riflessione che però, lasciami dire, non trovo del tutto convincente: per domani vedremo, ma oggi siamo solo noi italioti – mi pare – a (provare a) tagliare sui tempi di formazione. Visto che di solito arriviamo buoni ultimi, questa potrebbe essere una bella occasione per impartire le nostre magistrali lezioni di feroce inefficienza al mondo. Lasciando che siano (eventualmente: ma ci credo poco…) Francia, Danimarca, Svezia e Germania ad aumentare l’ignoranza dei propri cittadini… Un saluto ignifugo.

    • lezzy ha detto:

      Son contento che le mie riflessioni t’ incuriosiscano ma qui non si tratta di essere convinti o meno da ciò che uno scrive
      A dire il vero pensavo che la cosa interessante (o inquietante…a secondo di come la si osservi ) su cui espandere due chiacchere in merito, fosse il contenuto dell’immagine ! Probabilmente non sei familiare con l’inglese, quindi ti sarà sfuggita “la vera profondità della tana del coniglio”.
      Ricambio il saluto Ivan

  5. renata ha detto:

    Le considerazioni di economia politica che Flavio svolge a ridosso del’ultima (solo in ordine temporale) bordata alla scuola hanno a che vedere con una profonda crisi della democrazia. A tal proposito un bel testo di Wolgang Streeck sui suoi inganni, soprattutto nei gloriosi trenta keynesiani: “Tempo guadagnato. La crisi rinviata del capitalismo democratico”, Feltrinelli,2013

  6. RP McMurphy ha detto:

    grazie uomo mascherato e bentornato ad Alamo

    • lezzy ha detto:

      “bentornato..”
      tu dici ?? Ed io che stavo disintossicandomi dalla rete !! 😛
      Non lo so Murphy se torno ad alamo (come dici tu ) ; nel web c’è un clima d’assalto che, no me gusta… (hai mas locos que sabios)
      p.s. Alamo mi ricorda i tempi dell’ high school… 69/70

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