Ancora qualche pensiero sulle parole

Leggere 1984 può lasciare sbalorditi. George Orwell lo scrive nel 1948, in tempi non sospetti. Un fantomatico regime realizza il controllo sulla massa operando un intervento sulla lingua. Al Ministero della Verità si lavora per eliminare le parole e semplificare i costrutti verbali. La neolingua, svuotata ed emendata di significati, rende impossibile ogni altra forma di pensiero che non sia quella approvata dal gruppo dominante. Esprimere e articolare un’opinione contraria è impossibile. Continua a leggere

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Chi

Pensiero di Ivan Tresoldi, assaltatore poetico.

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Conversazione con M

M non è più una mia alunna. Da questa estate. Andrà in prima media e di sicuro ormai non è neanche più una bambina. Come tanti altri marinai della nave VF, ormai giunta al porto, mi manda dei messaggi regalandomi pensieri e pezzi della sua vacanza. M è in Sicilia. Mi invia la foto di un enorme murale su Falcone e Borsellino. Riproduce la foto che avevamo in classe. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 13 luglio – Alexander Schmorell

13 luglio 1943. Alexander Schmoller viene processato e ghigliottinato nella prigione di Monaco. Ricercato dalla Gestapo viene riconosciuto durante un bombardamento, in un rifugio antiaereo. È tra i giovani membri dell’associazione segreta Weiβe Rose, impegnato in iniziative di resistenza civile al regime nazista. Così come i suoi amici di università, precedentemente catturati e giustiziati, si contraddistingue per la lealtà alle proprie idee e per il coraggio davanti alla morte.

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Calendario degli eroi: 1 luglio – Faraaz Ayaaz Hossain

Dacca 1 luglio 2016. Alcuni terroristi islamici fanno irruzione nel ristorante dove Faraaz Ayaaz Hossain si trova con due amiche. Ai presenti viene intimato di recitare il Corano. Chi non lo farà sarà ucciso. Faraaz è musulmano (un musulmano vero) e il Corano lo conosce. È graziato, ma chiede che vengano risparmiate anche le sue amiche, colpevoli di indossare abiti occidentali. Al rifiuto degli jihadisti deciderà di morire con loro.

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A Sara, Mariasofia, GiuliaM, Mia, Margherita, Gabriele, Caterina, GiulioV, Giorgia, Ludovica, Adriano, GiulioT, Federico, Clarissa, Andrea, Meryem, GiuliaD, Ginevra, Chiara, Edoardo, Khenane, Alberto (L’ordine è sparso. Lo sapete, un registro non l’ho mai avuto. Non ci sareste mai stati dentro)

Ci siamo. Siamo arrivati all’ultimo giorno. Di parole ce ne siamo dette tante. Ce le siamo dette tutte. Così adesso non ne servono altre. Io tutte quelle che avevo ve le ho date. Siate voi stessi. Sappiate distinguere la luce delle stelle da quella delle lampare. Abbiate il coraggio di essere donne e uomini liberi. E amate. Amate più che potete.

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Calendario degli eroi: 4 giugno – Lo studente di Tienanmen

La foto che Jeff Widener scatta il 4 giugno 1989 dal sesto piano di un albergo, durante la protesta nella quale decine di migliaia di persone si riversarono per le strade di Pechino chiedendo il rispetto dei diritti umani e libertà di espressione, è diventata un’icona. C’è dentro il coraggio di un bambino silenzioso davanti ai propri mostri notturni. E l’amore. Il prezzo che si è disposti a pagare per difenderlo. Continua a leggere

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Le parole che non abbiamo

Ci sono parole che non abbiamo. Che ci mancano. Neanche il vocabolario le contempla. Normale che un tuareg abbia più espressioni per definire la sabbia del deserto nelle sue diverse forme e condizioni. Per noi è sempre sabbia. Noi non viviamo nel deserto. Non possiamo cogliere le sfumature. Però ci sono parole che esprimono emozioni. Quelle dovremmo averle tutte. Invece no. Prendiamo la tristezza, per esempio. Continua a leggere

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Se perdiamo di vista le persone

Se perdiamo di vista le persone finiremo per perderci in un deserto di allucinazioni. Se non guardiamo le persone negli occhi non vivremo che esistenze inutili. Potremo riempirle di quello che ci va, ma niente servirà a fare di noi qualcosa di diverso da una semplice impostura infilata nel buio. Quando si cammina nel bosco guardare significa dimenticare la fretta e perfino noi stessi. Godere del viaggio non pensando alla destinazione. Continua a leggere

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La forza tradita della tenerezza

Ho sempre pensato che l’arma più rivoluzionaria in mano all’uomo fosse la tenerezza. Forza che mette insieme meraviglia, delicatezza e capacità di attenzione. Dichiarazione di leggerezza. Espressione di un prodigio capace di generare e moltiplicare fiducia e generosità d’animo. Verso gli altri e verso se stessi. Ma la tenerezza è troppe volte vilipesa, tradita, ingiuriata, sporcata dalla fretta, dalla paura, dallo schifo di cui lo stesso uomo è capace. Continua a leggere

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