Calendario degli eroi: 24 gennaio – Guido Rossa

Genova. Guido Rossa è un operaio comunista dell’Italsider, attivo sindacalista e alpinista del CAI. Sono gli anni di piombo. Guido Rossa è soprattutto un cittadino che con coerenza presta fede a un’idea contraria alla logica del terrorismo. Un uomo coraggioso. Lasciato solo dai colleghi che si fanno tutti indietro, decide comunque di testimoniare in un processo contro le BR. Verrà ucciso per questo da un commando la mattina del 24 gennaio 1979.

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Perdere la rotta

Il Liceo Manara ha partecipato come sempre alla notte bianca dei licei classici. Questa è l’occasione in cui, ovunque in Italia, le scuole a indirizzo classico restano aperte fino a notte inoltrata. Chiunque può entrare, assistere a ogni genere di rappresentazione e respirare l’aria di una festa che celebra la vitalità e la modernità di lingue che qualcuno un po’ troppo frettolosamente definisce morte e sepolte. Io ci sono stato. Continua a leggere

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Riflessione

Ho raccolto un sasso a Marrakech. L’ho raccolto proprio perché era un sasso normale. In effetti un sasso così avrei potuto trovarlo facilmente anche a Roma, magari sul marciapiede davanti casa. Però mi trovavo lontano tremila chilometri, in un altro continente. E quando l’ho raccolto ho pensato subito alla riflessione che avrei potuto fare con i bambini una volta tornato in classe. Una specie di invito alla meditazione. Continua a leggere

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Se perdere significa vincere

Ho proposto un gioco ai bambini e, come succede spesso, poi sono stati loro a farmelo capire. Io pensavo di aver coinvolto i bambini in un gioco fatto di ascolto e riflessione, di esperienza tattile, di reciproca conoscenza e confidenza. Ma era molto di più. È bastato vedere le facce soddisfatte e gioiose di tutti i partecipanti. Avevamo scoperto un gioco dove se vinci o perdi sei contento lo stesso. Senza differenze. Continua a leggere

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The pen is on the table. Da almeno cinquant’anni

Sentire un italiano parlare correttamente l’inglese è una cosa molto rara. Lo studio di questa lingua è da sempre uno dei punti dolenti del nostro sistema scolastico. Quando i bambini escono dalla scuola primaria conoscono i numeri e i colori, ricordano una canzoncina e i nomi delle quattro stagioni. Poco altro. I bambini sono spugne assorbenti, ma queste spugne le abbandoniamo sul terreno secco in un deserto di buone intenzioni. Continua a leggere

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Io sto dalla parte di P

C’è un liceo romano. Da una parte un gruppo di studenti nascondono la faccia. Stanno occupando la scuola. Molti di loro sono voltati di spalle e formano una schiera che sbarra il passo. Dall’altra un ragazzo a volto scoperto. Li affronta. Non è d’accordo con l’occupazione. Quelli a volto coperto lo sommergono di insulti e minacce. Sono più di cento. Lui è solo. Si chiama P. Io sto con lui. Continua a leggere

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La violenza che non si può raccontare

Da giorni si fa un gran parlare del delinquente che a Ostia ha aggredito con una testata un giornalista della rai. Ci sono pagine intere sui quotidiani e trasmissioni in tv. Cordoglio e testimonianze di solidarietà arrivano giustamente da tutte le parti. Ieri a Roma centinaia di insegnanti hanno manifestato davanti al Miur. La polizia in assetto antisommossa ha ingiustificatamente caricato e picchiato, mandandone alcuni all’ospedale. Ma non ne parla nessuno. Continua a leggere

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La punizione

Non c’è niente di più destabilizzante di un sistema le cui regole possono essere disattese. Ecco perché entra in ballo la sanzione, che però non può essere mai una rivincita, né avvicinarsi all’antico concetto di castigo. Il bambino deve essere messo nella condizione di ristabilire l’ordine che la sua azione ha turbato, riqualificando la sua immagine davanti agli altri, ma per primo davanti a se stesso. Continua a leggere

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Verifica in classe

Per abituare i bambini al mondo che li aspetta fuori da qui ho deciso di fare una verifica ogni mese. Sono i primi voti che metto in cinque anni. Non mi serviranno per il giudizio finale con il quale dovrò salutarli, ma servirà almeno a non farli sentire completamente dei marziani quando metteranno piede nelle medie. Divisi per file, fogli protocollo e nient’altro sul banco, i bambini accettano di buon grado l’esperimento. Continua a leggere

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Una storia di pregiudizio. Il mio

Con i bambini parliamo spesso di pregiudizi. Di quelle fantasie e di quei preconcetti travestiti da idee che si hanno impulsivamente molto prima di conoscere e verificare come stanno davvero le cose. Di quelle sensazioni che trasformiamo frettolosamente in certezze e ci fanno scegliere, credere, giudicare, senza accorgerci di essere invece fuori strada. Così oggi ai bambini che mi credono infallibile ho regalato l’esempio di uno dei miei sbagli. Continua a leggere

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