Il baule vuoto

bauleIl baule è vuoto. Il tempo lo ha riempito di parole, lunghe file di parole che si annodano e attorcigliano fino a perdere completamente di senso. Dentro quel baule manca invece l’unica cosa che dovrebbe essere gelosamente custodita: la cura nelle relazioni. Nessuna traccia dell’attenzione necessaria, della tenerezza perfino, così come della sincerità e del riguardo che si devono in qualsiasi vero rapporto dialogico. Ecco come sta diventando la scuola. Un baule vuoto.   

Non serve metterci dentro cose fino a inzepparlo per credere che sia pieno. La fuffa non pesa. Allo stesso tempo non servono gli sforzi dei tanti docenti che svolgono il proprio compito con instancabile ostinazione se il loro lavoro è eseguito in un contesto generale che invece ha altre priorità. L’iniziativa e il valore dei singoli è la fortuna dei ragazzi che li incontrano, ma non si rende sistema. Non diventa la regola.

È di poche ore fa la scelta nel mio Istituto di procedere a distanza in tutti i diversi casi di incontri previsti dall’ordinamento scolastico. Interclassi, collegio docenti, confronti con le famiglie, consigli di classe, riunioni di dipartimento. Una idiozia.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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Una risposta a Il baule vuoto

  1. Andrea, papà del matematico completo ha detto:

    Criminali!

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