Stato etico?

569px-Thomas_Hobbes_(portrait)[1]Il ministro della salute ha proposto un disegno di legge che vieta il fumo nei cortili delle scuole e prevede corsi di formazione per i proprietari di cani. Nel minestrone c’è anche una mozione che proibirebbe fumare in macchina in presenza di un bambino o di una donna in stato di gravidanza. Ecco, si torna a parlare di Stato etico.

Io, allo Stato interessato alla salute e ai buoni comportamenti dei suoi cittadini, non ci credo. Anzi. L’immagine che evoca il buon padre di famiglia con tanto di mano sulla spalla, la preoccupazione, la sequela di raccomandazioni e le accorate indicazioni sulla retta via, a dirla tutta mi fa proprio incazzare.

Sarebbe un buon padre colui che guadagna montagne di euro sul gioco d’azzardo, pubblicizzato impunemente, e poi pretende di insegnarti buone regole di comportamento? Che ti rimbambisce con ore di programmi televisivi insulsi, più nocivi di un sedativo prescritto in dosi da cavallo? Che ti lascia crescere con l’unico obiettivo di diventare ricco, magari calciatore o velina?

Papà, me la presti la macchina? Certo. Guarda, sono 200 cv, 246 km/h, da 0 a 100 in 6 secondi e mezzo, tu però in città non superare i 50. Fanno 90 in strada exrtaurbana e 130 in autostrada. E mettiti la cintura.  

Sarebbe un buon padre di famiglia colui che ti insegna a scegliere un corso di Pilates piuttosto che un abbonamento a un teatro, che ti induce il desiderio di un videogame, di uno sballo etilico, di una cena macrobiotica, di un occhiale alla moda, e mai di un libro di Silone o Pavese?

Sarebbe un buon padre di famiglia quello che poi taglia sull’Istruzione e sulla Sanità?
Io dico di no.

Sai cosa penso, papà? Ho idea che se spendessi più soldi per la scuola, i corsi di formazione per chi ha un cane e il divieto di fumo nelle macchine con dentro i bambini non servirebbero proprio.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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Una risposta a Stato etico?

  1. Pietro Castello ha detto:

    UN GRANDE DUBBIO
    anche io ho un senso di ripulsa quando sento la locuzione “stato etico”. Le immagini che mi evocano queste parole sono quelle degli eserciti in marcia, quelle delle folle oceaniche sotto il balcone di piazza Venezia, il rogo dei libri…
    Ma non riesco a non commuvermi davanti ad una citazione della nostra grandiosa Costituzione, per i valori di cui è portatrice in ogni articolo, per come si è arrivati a redigerla, per le soluzioni che propone ai problemi che affronta, alla saggezza, la sapienza e l’intelligenza che racchiude e propone.
    I principi che la ispirano e che propone non sono un distillato di etica? Sono solo solo principi astratti e non impongono scelte comportamenti coerenti? Ne potrei fare a meno? Se non ci fosse sarei impegantissimo a costruirala.
    Quando ho cominciato a fare il maestro ho dovuto giurare sulla costituzione davanti ad un Dirigente che era una testa di legno (allora nel 1971 erano una minoranza). Io ho giurato con molta convinzione e soddisfazione e tra me ridacchiavo perchè pensavo: “Ma lo sa stò stronzo che che la prossima volta che che mi minaccia perchè sto facendo un altro picchetto fuori scuola gli sbatto in faccia l’articolo 40?”. Una decina di anni dopo un maestro anarchico vincitore di concorso rischiava di perdere il posto perchè si rifutava di giurare sulla Costituzione! Che t’ha fatto il Presidente della Repubblica Pertini? Ha promosso l’abrogazione della legge che imponeva agli insegnanti di giurare sulla Costituzione. Io sono andato in brodo di giuggiole ancora di più di quando Pertini aveva detto: vuotiamo gli arsenali e riempiamo i granai!
    C’è dunque quacosa che mi sfugge, qualche concetto, qualche parola che mi manca. Flavio o qualche lettore ferragostano è in grado di chiarire.
    Piero

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