Giubileo

Mi chiamano da scuola. Sono il responsabile del defibrillatore e mi chiedono dove trovare le chiavi che aprono l’armadietto che lo contiene. Bisogna predisporre tutto perché la scuola possa ospitare i gruppi di ragazzi che arriveranno a Roma per il giubileo dei giovani. Sono 284 gli Istituti scolastici pubblici coinvolti nelle operazioni di accoglienza. La nostra scuola è tra questi. Nella maggioranza dei casi i letti saranno sistemati nelle palestre. Continua a leggere

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Calendario degli eroi: 14 giugno – Goran Čengić

Goran Čengić in gioventù era stato una stella della nazionale jugoslava di pallanuoto. A 46 anni vive nel quartiere di Grbavica, a Saraievo. La guerra dei Balcani porta l’orrore fuori dalla sua porta di casa. Ogni legge e ogni principio sono spazzati via. Il quartiere è occupato dalle milizie serbe agli ordini del sanguinario torturatore Veselin Vlahovic Batko, “il mostro di Grbavica”, condannato poi alla fine della guerra per crimini contro l’umanità. Continua a leggere

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Guerra

Avrei potuto mettere in copertina una di quelle foto che ti raccontano la guerra e che ti fanno stringere lo stomaco. In questi giorni avrei avuto solo l’imbarazzo della scelta. Invece no. Perché ho pensato che per provare orrore e nausea sarebbero dovute bastare parole come guerra, massacri, distruzione. Espressioni orribili che descrivono cosa il genere umano sia capace di compiere, indifferente, feroce, sordo, dietro un pretesto che cambia ogni volta. Continua a leggere

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Adios Pepe

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Lirismo

C’è un verso de Il Muro del Canto che fa: Er bene resta a me, ch’è robba mia. Te lascio a lavorà de fantasia. Ecco, ho pensato. Qualunque sia la tua battaglia puoi pure andare a sbattere contro una montagna,  però se sei animato da una visione, come una vertigine, alla fine quello che rimane agli altri è una strada sbagliata, mentre a te, sconfitto, resterà tutta la bellezza di quel sacrificio. Continua a leggere

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Qualcosa che si dovrebbe insegnare sull’amore

Il film la volpe e la bambina (Le Renard et l’enfant, Luc Jacquet, 2007) è l’occasione giusta per parlare in classe dell’amore. Nonostante la lentezza narrativa del racconto, in forte contrasto con la velocità espositiva a cui sono ormai abituati, i bambini seguono il film con molta attenzione. La discussione che segue ne è la dimostrazione. I bambini hanno perfettamente colto il tema centrale della storia e sono tutti d’accordo. Continua a leggere

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La Stasi a scuola

Il servizio segreto di sicurezza e controllo della Repubblica Democratica tedesca è stato sciolto dopo il crollo del muro di Berlino ma continua evidentemente ad avere cellule operative altrove. Nella mia scuola per esempio. Non può essere un caso se qualsiasi cosa io faccia fuori dalle regole la notizia poi arrivi subito in presidenza, riportata alla Dirigente con la supposta scrupolosità dei dispacci militari. Continua a leggere

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Leggere una storia

C’è una cosa che non mi piace e che invece mi capita spesso di sentire quando un adulto con una qualche funzione educativa legge una storia ai bambini. Quale parte della storia vi è piaciuta di più? Ecco cosa finisce di solito per chiedere quell’adulto al termine della lettura. Nell’intento di far seguire all’ascolto una discussione, approfondendo i temi contenuti nel testo, si finisce invece per banalizzare tutto con una richiesta insignificante. Continua a leggere

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Speranze

C’è più di qualcuno che, quando parla di scuola, dice cose sensate. Certo, molti di loro sono sconosciuti ai più, relegati opportunamente ai margini della narrativa corrente, voci che a fatica riescono a uscire fuori dal frastuono delle banalità e delle insensatezze che il sistema centrale promuove come evidenti verità. Però Umberto Galimberti no. Lui una certa popolarità ce l’ha. E per questo anche un certo seguito. Continua a leggere

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Maestro non si fa

Era un po’ che non prendevo note dai bambini. Oggi invece è capitato. È un mio limite. L’indulgenza che per vocazione ho con la mia piccola ciurma non è la stessa quando ho davanti un adulto. Sarà perché gli adulti non sono mica il mio lavoro, o forse perché dagli adulti mi aspetto sempre una certa ragionevolezza. Fatto sta che oggi davanti all’idiozia di un adulto mi sono cadute le braccia. Continua a leggere

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