Conversazione con M

M non è più una mia alunna. Da questa estate. Andrà in prima media e di sicuro ormai non è neanche più una bambina. Come tanti altri marinai della nave VF, ormai giunta al porto, mi manda dei messaggi regalandomi pensieri e pezzi della sua vacanza. M è in Sicilia. Mi invia la foto di un enorme murale su Falcone e Borsellino. Riproduce la foto che avevamo in classe.

M mi racconta di aver partecipato a Palermo alla manifestazione contro il razzismo, nel contesto della festa per Santa Rosalia. Una bella foto di M in maglietta rossa, tra persone con maglie dello stesso colore, è finita sulle pagine regionali de La Repubblica.

Anche io in questi giorni ho indossato una maglietta rossa. M mi prende in giro, mica sei finito sul giornale tu. Senti, devo farti una domanda da mille punti, è una cosa che mi chiedo tante volte anche io, le dico a un certo punto. Spara, maestro. Secondo te si può essere razzisti nei confronti di chi lo è, o questo fa diventare anche noi come loro?

M risponde d’impulso. Ma noi lo facciamo a fin di bene, loro perché non sopportano la diversità, dice. Mmm… replico. Non funziona questa risposta. Anche i razzisti sono diversi. Sono diversi da te e da me. Ma non è che puoi decidere tu e dividere come ti conviene la diversità in una diversità bella e una diversità brutta.

Hai ragione maestro, ci stavo proprio pensando. È una domanda difficile. Credo che ognuno è giusto che sia come voglia essere. Se uno vuole essere razzista, può. Noi dobbiamo cercare di dare il buon esempio e rispettare il loro pensiero. Ecco, mi sembra che ora ci siamo, aggiungo. Ma per rispettare il loro pensiero io e te non avremmo dovuto mettere la maglietta rossa?

No. Noi possiamo sempre spingerli e cercare di fargli cambiare decisione, così come potrebbero fare loro con noi. Questo è tutto quello che possiamo fare. E a me sembra una buona ragione.

Hai ragione M, io non so se riuscirò a rispettare sempre il pensiero di un uomo razzista, ma hai ragione.

Se mi viene un altro dubbio ti chiamo.

p.s.
La foto in copertina è quella che ha scattato M. Il murale è opera di Rosk e Loste, street artists siciliani.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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