Ad peiora

Il calcio è morto da un pezzo. Sarà per questo se ha iniziato a puzzare e a fare sempre più schifo. Nessun altro commento è possibile. Donald Trump vuole che Folarin Jerry Balogun, attaccante della squadra USA impegnata nei mondiali di calcio, sia in campo contro il Belgio. Il giocatore ha rimediato un’espulsione per gioco violento durante la partita nei sedicesimi di finale e il regolamento lo squalifica per una giornata.

Che problema c’è. Il presidente americano chiama al telefono Gianni Infantino (presidente della FIFA) e gli chiede il favore. Quest’ultimo esegue. Squalifica annullata e giocatore in campo. Che Folarin Jerry Balogun sia americano per diritto di nascita, nato a Brooklyn da genitori nigeriani in vacanza a New York, non è più una seccatura. Il fatto che Donald Trump stia cercando di eliminare lo Ius soli come fonte di diritto per acquisire la cittadinanza statunitense non appare rilevante. Questa volta è disposto a rimangiarsi le sue idee. C’è da vincere la partita col Belgio, al diavolo tutto il resto.

Immagino la faccia dell’allenatore USA, esautorato dal compito di selezionatore tecnico, per niente libero di decidere su quale formazione schierare. E quella che avranno tutti gli altri giocatori a cui le squalifiche invece impediranno di scendere in campo. Ma non è tanto questo il punto. Credere che lo sport sia, e sia sempre stato, un luogo incontaminato è da veri ingenui. Pressioni, corruzioni, manipolazioni, ci sono sempre state. La questione però adesso è la tracotanza di un potere che non ha neanche più la vergogna di nascondere le proprie incoerenze e le proprie indecenze. E Donald Trump incarna perfettamente questa arroganza.

p.s.
Per la cronaca il Belgio ha battuto 4-1 gli USA. Ma, a parte l’evidente soddisfazione, il fetore e lo schifo restano eccome.

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About RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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