La Stasi a scuola

Il servizio segreto di sicurezza e controllo della Repubblica Democratica tedesca è stato sciolto dopo il crollo del muro di Berlino ma continua evidentemente ad avere cellule operative altrove. Nella mia scuola per esempio. Non può essere un caso se qualsiasi cosa io faccia fuori dalle regole la notizia poi arrivi subito in presidenza, riportata alla Dirigente con la supposta scrupolosità dei dispacci militari.

Da sottolineare come il servizio di intelligence sia capace di coprire in tempi brevi la distanza che c’è tra il plesso nel quale lavoro e quello dove invece si trova l’ufficio della Dirigente, superando brillantemente l’inconveniente di essere ormai un Istituto comprensivo. Quando si dice l’efficienza.

Devo ammettere che oltre al normale fastidio che possono suscitare certe cose, tipo il telefono che squilla appena sei entrato nella doccia, la questione, dopo tanti anni di insegnamento, non mi meraviglia più. Ormai l’ho capito. Non è certamente il fatto di abitare gli edifici scolastici che rende le persone migliori. Ogni microcosmo ripresenta, nel bene e nel male, l’umanità per quello che è. Vedere alla voce comari di un paesino nella canzone Bocca di Rosa di Fabrizio De André per rendersene conto.

Quello che i servizi segreti della Stasi attivi all’interno della scuola però non sanno, oltre naturalmente al fatto che la DDR non esiste più, è che l’abnegazione con la quale svolgono il proprio lavoro alla fine non produrrà alcun effetto nel mio. Aver subito richiami, sanzioni, ammende pecuniarie, finanche una sospensione, e aver sopportato tutto con la serenità di chi è profondamente convinto di aver scelto ogni volta la condotta più giusta nell’interesse dei bambini, mi rende impermeabile a qualsiasi altra contingenza. La Dirigente lo sa. Così anche ieri ha accennato un rimbrotto dopo l’ennesima delazione ricevuta, però poi le è uscito fuori un sorriso. Ma cosa devo fare con lei, maestro…. Ho allargato le braccia. Niente. Non posso fare il mio lavoro in altri modi che questo.

p.s.
In copertina Erich Mielke, capo della Stasi dal 1957 al 1989, che tuttora continua ad avere nel libro paga agenti infiltrati nella scuola italiana.

Avatar di Sconosciuto

About RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
Questa voce è stata pubblicata in scuola e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento