Calendario degli eroi: 2 luglio – Juan Mendoza Delgado e Filadelfo Sanchez Sarmiento

Delgado-e-SarmientoAncora una volta in Messico. Ancora una volta due giornalisti che, nonostante le minacce di morte, hanno continuato il proprio lavoro nell’unico modo possibile, cercando e descrivendo la verità. Il corpo di Juan Mendoza Delgado, blogger e direttore di Escribiendo La Verdad, viene trovato qualche giorno dopo la sua sparizione. A Filadelfo Sanchez Sarmiento, speaker e direttore di radio La Favorita, sparano mentre torna a casa. È il 2 luglio 2015.

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Apparenze

gatto-troncoHo notato questo tronco lungo un marciapiede. Ci ho visto un gatto, anche se il gatto non c’è. Poi il caso ha voluto che mi capitasse di leggere sul web la lettera di una professoressa. Descrive una scuola nella quale le parole per esprimersi, in ogni lingua, vengono cercate con cura. Non è possibile, ho pensato. Ci vuole coraggio a scrivere una cosa così. Anche questa è apparenza, mancanza, uno spazio vuoto. Continua a leggere

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Qualche volta

sognoQualche volta succede. Il sogno che hai lungamente inseguito mettendoci dentro speranze, pazienza e fatiche in parti uguali, alla fine può capitare che si avveri. Così, nonostante questi anni disgraziati di covid e segregazioni forzate, relazioni a distanza, mascherine e separazioni, io dico che alla fine ci siamo riusciti. Quella prima elementare complicata che quattro anni fa sembrava un insieme sconnesso di detonatori, è diventata una classe. Continua a leggere

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Canzone

aliceMentre il mondo sta girando senza fretta. Dice così Francesco De Gregori nella canzone che mi è capitato di riascoltare proprio oggi, come fosse la triste commemorazione di qualcosa che purtroppo non è mai esistita. Caro De Gregori sarebbe bello, vorrei dirgli, ma la verità è che hai preso una cantonata. Sbadati e indifferenti, si va sempre di corsa. Per andare dove, mi chiedo. Per andare dove.

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Le parole a Macondo

natura-a-MacondoMi ricordo la volta in cui ho provato a spiegare la bellezza e non ci sono riuscito. Le mie parole non sono bastate. Neanche quelle di un maestro elementare abituato a raccontare e accendere la meraviglia. Così gli occhi di chi era con me non hanno guardato quello che andava visto. Hanno creduto di guardare, ma alla fine guardavano altrove, senza accorgersi davvero dell’incanto che tentavo di descrivere. Continua a leggere

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Asini, bambini, e la bellezza creatrice dell’attesa

asiniHo visto una cosa meravigliosa. Ero lì e posso raccontarlo. Ho visto bambini camminare insieme, attraversare una radura e fermarsi in un piccolo bosco di querce abitato da una famiglia di asini selvatici. Ho visto quei bambini arrestarsi e rimanere in silenzio, aspettare che gli asini annusassero la loro presenza e comprendessero che non avrebbero avuto nulla da temere. Che il loro arrivo non sarebbe stato un’intromissione o un fastidio. Continua a leggere

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Abbagli

bottiglie-alluminioLo dico. L’ultima frontiera dell’idiozia scolastica sono quelle borracce di alluminio da 500 ml che ora, per un miracolo che soltanto le leggi del mercato potrebbero spiegare, si trovano su ogni banco di scuola. Che i bambini adesso non debbano gestire neanche la microscopica frustrazione di dover aspettare un po’ prima di andare a bere, così come hanno sempre fatto tutti gli studenti, la dice lunga sulla confusione a cui siamo arrivati. Continua a leggere

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8 marzo

cielo-a-MacondoSe fossi una donna il giorno dell’8 marzo mi incazzerei se a qualcuno gli venisse in mente di festeggiarmi. Altro che rametto di mimose. Se mai dovessero istituirle, rifiuterei pure la giornata della quercia, del panda gigante, delle stelle alpine, dei bambini, dei minatori o dei maestri elementari. Chiudere una categoria o un genere nel cerchio di un giorno del calendario non significa guardare le cose con più attenzione. Anzi. Continua a leggere

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Ecco

torteQuesta volta siamo stati fortunati. Quello che ci spettava, ciò che tutti noi non abbiamo mai smesso di desiderare, alla fine ci è stato restituito. Ma non succede sempre così. Bisogna saperlo. Ecco quello che ho detto ai bambini. Ci sono vittorie invisibili che arrivano anche se sul campo di gioco il tabellone indica il risultato di una sconfitta e i segni tutto intorno sembrano quelli di una inesorabile disfatta. Continua a leggere

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Rami

ramiQuei rami graffiano. Sono rami scabri, spinosi. Nudi fino all’estremo della loro asciuttezza, li guardo e mi sembra che siano il disegno più vicino possibile ai pensieri che faccio mentre cammino fuori Macondo. Quei rami graffiano, è vero, ma dietro c’è un cielo terso, così azzurro che oggi neanche l’inverno può riuscire a tenerlo nascosto. Tornerò a scuola. Ciò che dovrebbe essere la normalità diviene adesso perfino un evento che sorprende. Continua a leggere

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