Qualche volta

sognoQualche volta succede. Il sogno che hai lungamente inseguito mettendoci dentro speranze, pazienza e fatiche in parti uguali, alla fine può capitare che si avveri. Così, nonostante questi anni disgraziati di covid e segregazioni forzate, relazioni a distanza, mascherine e separazioni, io dico che alla fine ci siamo riusciti. Quella prima elementare complicata che quattro anni fa sembrava un insieme sconnesso di detonatori, è diventata una classe.

Ho detto ai bambini che l’obiettivo non è mai stato l’irreale chimera di essere amici di tutti, ma formare un gruppo capace di condividere gli spazi e i contenuti di un cammino che si fa insieme. Le antipatie, così come i disaccordi e perfino i litigi non devono farci paura. Fanno parte di qualsiasi collettivo capita di frequentare. Quello che invece dovevamo augurarci era di non perdere la rotta e divenire capaci di accogliere il contributo di tutti per raggiungere obiettivi comuni.

Alla fine è successo. La quarta effe, con le sue peculiarità, i suoi punti di forza e le sue fragilità, è diventata una squadra. Il maestro adesso può uscire dalla classe e restare in corridoio lasciando ai bambini il compito di prendere in autonomia una decisione comune e condivisa. Ho fatto più volte questa esperienza.

È bastato tranquillizzare tutti sul fatto che trovare un accordo non è mai una cosa facile. Perfino gli adulti molto spesso faticano a raggiungerlo. Provate a farvi raccontare dai genitori l’ultima riunione di condominio.

La quarta effe ci riesce. Immagino che ognuno vorrà dire la sua, dirigere la scelta verso la decisione che ha in testa, ma si trova a confrontarla con quella degli altri. Può darsi che vengano raccolte e votate delle proposte, non so bene cosa accada. Però al rientro del maestro, terminato il tempo concesso, la classe ha trovato sempre una soluzione.

Ecco. Sono fiero di voi ho detto ai bambini. Ce l’abbiamo fatta. Perché il nostro obiettivo non è mai stato soltanto quello di arrivare a risolvere complicati problemi sulle aree, come abbiamo imparato a fare. Il nostro obiettivo era diverso. Era crescere.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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Una risposta a Qualche volta

  1. Andrea ha detto:

    Chi ci riesce ha, passami il termine, leadership. Non c’è dubbio. Qualità rarissima. Un abbraccio.
    Andrea, papà di Adriano

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