Il tempo della ripartenza

Ieri abbiamo ricominciato la scuola. I cancelli sono stati riaperti ai bambini finalmente il 24 settembre, dopo nuovi rinvii, incertezze, smarrimenti, confusioni. Le carenze istituzionali e strutturali del sistema scuola, nonostante i tanti mesi di tempo avuti a disposizione per trovare soluzioni efficaci e strategie concrete, sono state ancora una volta risolte dalla dedizione e dalle risorse della classe docente, abituata per necessità ormai a gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo.

Si è pulito, spostato mobili, organizzato spazi, cercato soluzioni, lavorato duro per giornate intere in una corsa contro il tempo, con la voglia di rivedere i bambini e di interpretare le disposizioni che arrivavano dall’alto e che ancora una volta invitavano gli insegnanti a fare miracoli, abbandonati come sono per consuetudine alla pratica di celebrare nozze coi fichi secchi.

Quando sono tornato a scuola ho trovato la mia vecchia classe ferma nel tempo. Sulla lavagna c’era ancora la data di quello che era stato il nostro ultimo giorno. Tutto doveva ancora accadere e nulla immaginavamo di quello che poi ci sarebbe successo. Ora abbiamo traslocato in uno spazio più ampio, ma la lavagna è venuta con noi. Ho lasciato quella data per farla vedere ai bambini e avventurarci in alcune riflessioni sul tempo, che a volte si ferma, resta bloccato, eppure quando lo guardi è passato.

Poi abbiamo riesumato quello che era stato il nostro ultimo problema di matematica. Ci è sembrato che le tracce lasciate da un cancellino poco scrupoloso non fossero lì per caso. Forse volevano darci la possibilità di ripartire dal punto in cui eravamo, una seconda elementare con davanti ancora tre mesi di sorrisi, desideri, qualche litigio e tanta voglia di fare.

Informazioni su RP McMurphy

Chito e RP McMurphy vivono a Roma, ma qualcuno giura di averli visti più volte dalle parti di Maracaibo. Hanno un amore dichiarato verso tutti i sud del mondo e un’istintiva simpatia per chi vive ai margini.
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Una risposta a Il tempo della ripartenza

  1. Laura ha detto:

    Si, credo abbiano voluto darci questa occasione… anche se nella scuola è facile provare quella sensazione dolce/amara del tempo che si è fermato. Nella mia classe ho trovato appese al muro delle mascherine (di carnevale!) coperte di ragnatele… struggente no?

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